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Lo stato sovrano, prerequisito della democrazia


La democrazia è una forma di governo di uno stato moderno. Senza uno stato non vi può essere una democrazia moderna. Max Weber: “allo stato moderno è caratteristico un ordinamento amministrativo e giuridico il quale può venir mutato mediante statuizioni e in base a cui si orienta l’esercizio dell’agire di gruppo dell’apparato amministrativo con pretese di valere non solo per i membri del gruppo ma anche in ambito più vasto per qualsiasi agire che abbia luogo nel territorio in cui il potere ha vigore. Questo carattere monopolistico del potere statale è un elemento essenziale della sua situazione moderna”.
Tilly: un’organizzazione che controlla la popolazione in un dato territorio è uno stato nella misura in cui: si differenzia da altre organizzazioni operanti nello stesso territorio; è autonomo; le sue componenti sono formalmente coordinate tra loro”.
Se in un dato territorio non esiste un’organizzazione con queste caratteristiche che la rendono simile ad uno stato, un governo non può rivendicare efficacemente la sua pretesa al monopolio dell’uso legittimo della forza, non può riscuotere imposte e non può far funzionare un sistema giudiziario. Senza tali poteri non può esserci un governo democratico.  Di conseguenza la conclusione è la stessa: l’assenza di un’organizzazione con le caratteristiche di uno stato moderno preclude la possibilità di governare democraticamente l’intero territorio statale ma non impedisce l’esistenza di aree in cui possono essere presenti differenti autorità politiche.
Se si accetta l’assunto weberiano secondo cui è necessario che un’organizzazione sia in grado di rivendicare con successo l’autorità coercitiva su un dato territorio prima che possa diventare uno stato e la condizione posta da Tilly sull’autonomia dello stato, dovrebbe risultare evidente che questi sono limiti stringenti per la democrazia a meno che l’entità territoriale sia riconosciuta come uno stato sovrano.
È possibile creare e mantenere un sottosistema politico democratico entro i confini di uno stato non democratico? Un sottosistema politico democratico può esistere nel contesto più complessivo di uno stato totalitario o post-totalitario? Da un unto di vista politico la risposta è negativa a causa dell’esempio che tale sistema rappresenterebbe per i cittadini dell’unità territoriale più grande i quali assisterebbero alla concessione, solo in una regione, di libertà a loro non consentite. Questa discrepanza genererebbe per lo stato sovrano una tentazione permanente di rovesciare le istituzioni democratiche. C’è una difficoltà costituzionale più rilevante attinente a questioni di principio. Lo stato avrebbe ancora il diritto di modificare lo status politico di qualsiasi unità che lo componga. Un’azione simile potrebbe generare un grave conflitto politico e un calcolo dei costi della repressione bilanciati con i costi della tolleranza.
Anche in questo caso la suddivisione in aree di decision making riservate a ciò che potremmo chiamare una sub unità federale e aree di decision making riservate al governo centrale non democratico lascerebbe decisioni importanti completamente al di fuori di un qualsiasi controllo democratico. In qualsiasi stato federale democratico i cittadini delle sub unità hanno un certo peso nel processo di decision making del governo centrale attraverso la partecipazione democratica nelle istituzioni rappresentative federali. Ma in un sistema che non è democratico a livello centrale essi non avrebbero peso e il sistema non democratico assumerebbe le decisioni più importanti. Un’unità territoriale simile a Hong Kong non potrebbe soddisfare nessuna delle due condizioni proposte da Dahl necessarie perché si possa parlare di federazione democratica. La prima è che in un sistema federale la maggioranza nazionale non possa prevalere su una minoranza che costituisce la maggioranza in una delle unità locali costituzionalmente privilegiate. L’altra condizione è che tutte le unità in una federazione devono essere democratiche e quindi tutti i diritto politici dei singoli cittadini devono essere rispettati. In un sistema non democratico vi possono essere alcuni sviluppi democratici importanti oltre che forme di condivisione del potere e significative consultazioni di rappresentanti democraticamente eletti ma sulla base della nostra definizione di democrazia politica un tale sistema non potrebbe essere una democrazia. La democrazia richiede la statualità senza uno stato sovrano non vi può essere una democrazia solida.

Tratto da TRANSIZIONE E CONSOLIDAMENTO DEMOCRATICO di Filippo Amelotti
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