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L’Europa orientale


Anche nell’Europa orientale alla fine del '500 l’organizzazione politico sociale era interessata a processi di trasformazione in Russia sotto Ivan IV il terribile il rafforzamento dell’autorità centrale era ottenuto dallo zar attraverso l’indebolimento del potere della grande aristocrazia russa dei Boiari. Ivan IV fece ampie concessioni di terre a coloro che lo avevano servito nelle campagne militari creando così una piccola nobiltà di servizio. Ristrutturò il sistema militare, il sistema amministrativo e fiscale.
Ma comunque il sistema sociale ed economico dell’agricoltura russa fondato sullo sfruttamento della servitù della gleba non mutò, anzi le sue condizioni peggiorarono. Vi fu un peggioramento della schiavitù e il decreto che segnò il punto culminante della politica di asservimento dei contadini fu emanato dal successore di Ivan IV, Goudonov che decretò la proibizione di tutti gli spostamenti contadini. All’inizio del '600 la Russia precipitava in una condizione di anarchia, rivolte sociali, usurpazione tra rivali, conflitti nel ceto dei Boiari.
Invece in Polonia le sorti del potere erano nelle mani della aristocrazia. La Polonia era di fatto una repubblica nobiliare dove il re non era che un personaggio decorativo soprattutto dopo la fine, nel 1572 della dinastia Jagelloni. L’aristocrazia decretò la fine della monarchia ereditaria rendendola elettiva e affermò il principio del liberum veto: l’opposizione di un solo aristocratico era in grado di bloccare qualsiasi decisione del sovrano. L’aristocrazia polacca aveva il diritto di vita e di morte sulla servitù della gleba.

Tratto da LE VIE DELLA MODERNITÀ di Filippo Amelotti
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