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La classificazione delle istituzioni per Aristotele


Se l’animale è mosso dagli istinti. L’uomo invece si governa tramite la ragione che gli consente di disciplinare ed educare la sua natura. Il nesso tra comando e obbedienza è la virtù, propria dell’uomo dotato di ragione, dell’uomo probo. Il legislatore deve far si che i cittadini diventino uomini probi. Il mezzo più importante per formare un cittadino virtuoso è l’educazione. L’educazione dei giovani deve essere informata alla costituzione vigente. L’istruzione dei giovani deve essere affidata allo stato perché la preparazione per il raggiungimento di un fine comune deve essere comune a tutti quelli che si propongono quel fine.
La città ha una formazione complessa ed è composta da diversi elementi: l’elemento più importante è il cittadini, cioè chi può partecipare al governo della polis. La virtù del cittadino consiste nel saper comandare e nel saper obbedire.
La costituzione (politeia) ha per oggetto l’ordine delle magistrature, il modo con cui vengono assegnate, l’attribuzione della sovranità, la determinazione del fine di ciascuna associazione: essa va tenuta distinta dalle leggi che fissano le norme in base a cui i magistrati esercitano il loro potere.
La classificazione delle istituzioni si basa sul fatto che il governo è il potere sovrano e può essere detenuto da uno, da pochi o da molti, che possono esercitarlo nel rispetto della comune utilità o nel proprio interesse: nel primo caso ci sono le 3 costituzioni perfette, monarchia, aristocrazia e politica o democrazia dei liberi; nel secondo la tirannide, l’oligarchia e la democrazia della moltitudine.
La politica è la costituzione per antonomasia: la cittadinanza è riconosciuta sono a quelli che per condizioni sociali possono conseguire la virtù del cittadino e sono liberi. I liberi hanno tutti la stessa dignità e diritti e tra loro vige il principio d’uguaglianza e tutti devono esercitare il potere alternandosi al governo.
All’interno di ognuna delle 6 costituzioni ci sono 3 altre sottospecie. Aristotele fa una distinzione tra costituzione materiale e formale.
È convinto che solo in una categoria ristretta di persone altamente selezionata dal punto di vista delle tradizioni e dell’educazione (l’accademia platonica), sia possibile esprimere quell’armonia e concordia di intenti e quelle capacità intellettuali che sono le premesse perché il governo operi nel rispetto delle leggi.

Tratto da STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE di Filippo Amelotti
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