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Ancora sul Gold Standard


Il Gold Standard tendenzialmente era questo: un sistema che molti pensavano fosse automatico nell'aggiustamento di questi squilibri (anche nell'Acocella si trova sotto i meccanismi classici di aggiustamento automatico) ma in realtà era un aggiustamento automatico con certi aiuti perché le banche centrali cominciarono a intervenire sui tassi di interesse e sui mercati per favorire ad esempio il finanziamento di uno squilibrio con un prestito estero.

Se io ho uno squilibrio, un disavanzo con gli USA, compro molto più roba americana di quanto gli americani comprano in Europa, il mio oro va via per pagare il conto, esce molto più oro di quanto ne entri dall'America nel mio paese, i prezzi nel mio paese crollano perché la mia base monetaria si restringe. La deflazione, il crollo dei prezzi sono cose molto drammatiche, provocano crisi dei redditi, crisi dei profitti delle imprese, sono cose molto negative. Anche l'inflazione è negativa per gli USA però essa, a meno che non sia molto alta, è già una cosa meno pesante della deflazione. Per esempio, l'economia giapponese ha passato 20 anni in una situazione di deflazione ed è una situazione critica perché non comporta crescita economica, crescita dei redditi, crescita della popolazione.

Grazie alla banca centrale, soprattutto quelle dei paesi più potenti, invece di stare a guardare a questo effetto di inflazione/deflazione, si cercava di riequilibrare lo squilibrio facendosi prestare soldi, attraverso prestiti esteri, magari facendosi prestare soldi da paesi più deboli che magari hanno delle riserve d'oro da prestare o di riserve d'argento, paesi che sono sotto la nostra zona di influenza, sotto la nostra politica di potenza, che se magari non vengono prestati i soldi, viene scatenata una guerra commerciale o altro. Piuttosto che stare a guardare questo crollo dei prezzi oppure questo eccessivo aumento dei prezzi, si cercava di agire sugli squilibri manovrando i tassi d'interesse e finanziando gli squilibri con dei prestiti. Ovviamente il discorso è più complicato perché c'erano paesi che avevano la forza politica, la reputazione per farsi prestare i soldi e paesi invece più deboli.  

• Quali risultati?
Ovviamente questo sistema di stabilità agevolò la crescita del commercio, di crescita degli scambi, l'integrazione internazionale e agevolò anche i movimenti e flussi di capitale. Questa fase di globalizzazione è una fase in cui grazie alle informazioni che circolano, la gente fa prestiti esteri, compra azioni e obbligazioni di imprese ferroviarie, di imprese nuove. Questo fa crescere la fiducia, perché poi le cose andarono relativamente bene.
Questa fiducia è un altro motore che facilita la crescita di prestiti internazionali, prestiti di stabilizzazione resi possibili dalla fiducia nella difesa della parità aurea, paesi in surplus che prestano soldi per finanziare paesi in deficit. Questo porta anche a una forte crescita della globalizzazione.

• Quali le implicazioni fondamentali del Gold Standard?
Aggiustamento automatico degli squilibri. Essi non erano garantiti dall'aggiustamento automatico, perché esso è uno schema, ma sicuro c'erano tendenze all'equilibrio se si aderiva alle regole. Queste tendenze all'equilibrio erano rafforzate dai comportamenti delle banche centrali e dai prestiti esteri. Un disavanzo provoca perdita di riserve, perdita di oro, riduzione della base monetaria, aumento dei tassi, riduzione dei prezzi e a questo punto, con i prezzi ridotti, ripartiva l'export e il disavanzo poteva essere riequilibrato. L'altra implicazione fondamentale è che chi aderiva al gold standard aveva una minore autonomia di fare spesa pubblica, di fare finanza allegra, di adottare politiche economiche in contrasto a quella decisa; il gold standard è una sorta di club e in esso bisogna comportarsi allo stesso modo. In questo modo, i partecipanti dovevano avere comportamenti convergenti. Uno tra i maggiori interpreti del gold standard ha usato il termine "golden fetters" cioè gabbie dorate: l'oro era il simbolo, lo strumento, la base monetaria per eccellenza, anche se poi si sarebbero usati sistemi monetari cartacei; l'oro era il punto di riferimento, l'unità di conto. I vari paesi dovevano mantenere l'equilibrio tra la base aurea e la base cartacea: se tu hai 10milioni di base aurea, puoi aumentare la circolazione di 3 volte e hai 30milioni di base monetaria cartacea, ma questa proporzione doveva essere osservata da tutti i paesi aderenti. Golden fetters o gabbie d'oro perché in un certo senso ti ingabbiavano, ti legavano le mani, non potevi prendere certe decisioni, si aveva meno autonomia, e questo era molto pesante soprattutto per i paesi periferici.

Tratto da STORIA DELLA POLITICA ECONOMICA INTERNAZIONALE di Federica Palmigiano
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