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Conferenza sul Disarmo Terrestre – Ginevra 1932


Approfittando della tattica “o lo fai o c’è la minaccia tedesca”, la Germania chiede l’applicazione del principio parità tra gli stati, in poche parole chiede che alla Germania sia concesso di riarmare. In un primo momento la Francia dice NO. Intanto le elezioni in Germania iniziano a vedere il trionfo dei nazi. In Francia invece arriva di nuovo Herriot il quale avvia un dibattito sulla proposta tedesca;  emerge la volontà di accogliere la richiesta tedesca, poiché essa è giuridicamente fondata e poi permetterebbe di avviare il dialogo sul disarmo con la Germania compresa. Fine ‘32;  accolta la richiesta tedesca.
La Francia è imbrigliata nelle alleanze degli anni ‘20
La Gb condivide molte istanze della Germania, e poi ha altro a cui pensare in Medio Oriente
L’Urss, col ministro degli esteri Litvinov, conduce una politica a favore della politica di sicurezza collettiva;  1932: patti di non aggressione con gli stati baltici, la Polonia e la Francia a scopo di contenere la Germania in cui nel frattempo è arrivato Hitler. Nel 1933 Usa e Urss si riconoscono a vicenda. Nel 1933 l’Urss firma un trattato di amicizia con l’Italia. Nel 1934 entra nella Società delle Nazioni;  la Germania esce nel 1933.
Hitler al potere, 1933.
Quando Hitler sale al potere, non è che inizia subito a fare il gradasso, ma lancia segnali distensivi. Ad esempio nel 1934 fa un patto di non aggressione con la Polonia MA alla Conferenza per il disarmo pretende un accordo dal valore giuridico che permetta alla Germania di riarmare;  NO! ;  la Germania abbandona la Conferenza e la Società delle Nazioni.
Alla fine del 1932 Mussolini assume l’incarico di ministro degli esteri per contenere Hitler anche se a tratti – per interessi italiani – gli va incontro;  Politica del Pendolo, non dettata da ideologie.
Nel 1933 Mussolini (antirevisionista, vuole contrastare personalmente il revisionismo tedesco) avanza una proposta di “Patto a 4”;  dar vita a una sorta di direttorio di potenze europee: Italia, Francia, Gb, Germania;  il progetto fallisce perché la Francia si oppose (la Piccola Intesa se la sarebbe presa! ;  Francia ostaggio delle alleanze).
Nel 1934 Mussolini (pendolone!) si riavvicina a Hitler, cioè organizza un incontro a Stra con lui per capirne le intenzioni (timore Anschluss). In quest’incontro Hitler non si sbilancia con Mussolini e si limita a dire che vorrebbe i nazi trionfanti in Austria. Mussolini dice che le vicende austriache non devono essere un ostacolo per intrecciare un rapporto tra Italia e Germania;  Hitler interpreta che all’Italia non gliene frega nulla dell’indipendenza dell’Austria.
Nel 1935 c’è un colpo di stato nazista in Austria in cui viene ucciso Dolfuss mentre la moglie e i figli erano a Riccione. Anche se Dolfuss muore, il colpo di stato fallisce e Mussolini muove le truppe al Brennero;  Hitler protesta e si dice estraneo al colpo di stato.
a seguito di quest’avvenimento, si assiste a un riavvicinamento Italia-Francia in funzione antitedesca. Infatti il nuovo ministro Barthou in questo periodo è in cerca di nuovi alleati!
Avvicinamento Italia-Francia;  obiettivo che il governo francese cercava di raggiungere da tempo. Barthou voleva infatti revisionare la politica estera francese, sviluppare un progetto di ampio respiro, lungimirante e frutto di una lucida analisi della situazione europea;  la Germania era il principale pericolo per la Francia (altri vedevano l’Urss come principale pericolo). Barthou si era preoccupato leggendo il Mein Kampf, Barthou era sveglio e sfiduciava nella sicurezza collettiva (la Società delle Nazioni non era in grado di tutelare gli interessi francesi) ;  ricerca di nuovi alleati. Era difficile ricucire con la Polonia poiché quest’ultima aveva appena siglato il patto di non aggressione con la Germania.
Barthou consolida le vecchie alleanze e cerca di avvicinarsi a Urss e Italia.
Gennaio 1934: accordo commerciale con l’Urss;  approccio non ideologico alla politica estera. Barthou delinea un percorso da seguire per arrivare all’alleanza con l’Urss;  progetto della Locarno Orientale;  Polonia-Cecoslovacchia-Germania-Urss-StatiBaltici avrebbero dovuto sottoscrivere delle reciproche garanzie di confini; inoltre era previsto un accordo tra Francia e Urss;  tattica per allearsi con l’Urss.
Litvinov era favorevole a questo progetto.
La Germania si oppose.
La Polonia si oppose ancora più tenacemente;   entrando in conflitto con la Francia e temeva l’invasione sovietica.
Barthou allora di accorge di avere bisogno dell’appoggio della Gb, in quanto garante del patto di Locarno;  Barthou va a Londra e incontra resistenze (anche se poi comunque darà il suo appoggio), la Gb vorrebbe rimanere il garante della pace tra Francia e Germania;  Barthou si arrabbia tantissimo, anche perché nel frattempo in Germania c’è stata la notte dei lunghi coltelli (giugno 1934, epurazione SA e altri oppositori politici), insomma ormai la minaccia tedesca è chiara! Anche il tentativo di colpo di stato in Austria lo conferma;  Barthou coglie l’occasione per esprimere solidarietà nei confronti dell’Italia.
Sia Italia che Francia dopo il colpo di stato in Austria appoggiano l’entrata nell’Urss nella Società delle Nazioni.
La Locarno Orientale è fallita (Berlino e Varsavia contrarie) e Barthou si concentra allora su Urss e Italia. Visto che l’Italia ha rapporti tesi con la Jugoslavia, Barthou deve cercare di tranquillizzarla;  invita il re Jugoslavo in Francia;  vengono uccisi entrambi in un attenatato di un nazionalista croato (Marseille, octobre 1934) ;  muore l’unico francese con le palle e arriva Laval, il quale si impegna a proseguire la politica di Barthou, ma non è vero, perché torna ad una politica ambigua e oscillante;  infatti vorrebbe dialoghi con Hitler e pace con Gb.
Per andare a patti con Hitler gli viene in mente una genialata… ;  disimpegnarsi in merito all’imminente plebiscito nella Saar (previsto per inizio 1935). Il povero Barthou aveva già iniziato la campagna elettorale e c’erano buone possibilità di vincere. Laval invece smette di far campagna elettorale e il 90% dei saarois vota per l’annessione alla Germania. Così Laval crede ingenuamente di aver quietato Hitler (il quale invece sta riarmando da mesi).
Intanto Laval continua l’avvicinamento con l’Italia;  tanto Mussolini gli sta pure simpatico! Sorgono però dei problemi, quelli che fino ad allora avevano impedito un accordo: mancata concessione di alcuni territori all’Italia, questione tunisina. Si arriva comunque nel 1935 agli accordi Mussolini-Laval:
concessione all’Italia di aggiustamenti territoriali in Africa
status dei cittadini italiani in Tunisia assimilato a quello dei francesi
collaborazione tra i due governi in caso di Anschluss e concentrazione di un’azione comune nel caso di riarmo tedesco.
Il governo italiano fa pressioni al fine di raggiungere anche accordi militari oltre che politici e la Francia accetta perché ormai la situazione è chiara.
È chiaro nel 1935 che la Germania sta riarmando (violando Versailles). La Gb allora rinuncia alla regola dei 10 anni e inizia a riarmare, la Francia porta la leva obbligatoria da uno a due anni. Hitler utilizzerà questa mossa francese come un pretesto per annunciare che violerà unilateralmente il trattato di Versailles;  reintromette la coscrizione
Tratto da STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI di Alice Lavinia Oppizzi
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