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Concetto di postura


La prima definizione che si è data al termine postura è stata di “atteggiamento abituale del corpo e di parti di esso”, e nonostante ce ne siano svariate forme, quelle che vengono maggiormente prese in considerazione sono della posizione: eretta, seduta, quadrupedica e in decubito.

Se la si vuole considerare sotto l’ aspetto biomeccanico invece, bisogna distinguere:
• Posture tendenzialmente statiche e tendenzialmente dinamiche;
• Posture integrate come fasi dinamiche evolutive del movimento, più o meno ampi, coinvolgenti numerosi segmenti corporei;
• Posture ottimizzate a sostegno di movimenti fini e di ampiezza circoscritta dette anche fasi di mantenimento dell’assetto.

Ad oggi invece con il termine postura si vuole intendere quel giusto equilibrio che si crea tra l’assetto dinamico del soggetto e l’ambiente circostante, ed è data dalla relazione tra le componenti biomeccaniche, neurofisiologiche, psicologiche e psicomotorie dell’individuo.

Callie sostenne anche che la postura non era altro che una risposta riflessa del nostro corpo, a emozioni, impulsi e regressioni, ma quale che sia la definizione di tale termine, in tutti i casi essa è il risultato del confronto tra lo schema corporeo globale  e le singole informazioni sensoriali che fanno si che si attivino con una contrazione riflessa i muscoli antigravitari.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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