Skip to content

La componente psicomotoria della postura


La postura come già detto, è il risultato del confronto tra le informazioni propriocettive ed esterocettive, che avviene al livello del SNC, dove si andrà a seguire uno schema modello che ormai il soggetto ha interiorizzato.

L’atto motorio e la postura, quindi, non sono altro che il risultato tra il confronto dello schema corporeo generale e le informazioni specifiche (udito, vista, tatto ecc.)

Ma ogni qual volta che si presenta una alterazione morfologica, essa non va vista soltanto come un disturbo dal punto di vista osteo-articolare o muscolare, ma bisogna considerare tutti quei processi che avvengono al livello del SNC.

La percezione del proprio corpo è l’elemento cardine affinchè si possa eseguire un atto motorio, e dal puto di vista biomeccanico di fondamentale importanza sono le informazioni:
• visive, perché ci permettono di individuare le posizioni spaziali, gli spostamenti relativi e la velocità percepita come mutamento spaziale nel tempo;
• Uditive, in funzione di accelerometro;
• Tattili, che hanno funzione di dinamometro e quindi ne valutano la forza.
Ad oggi è stato possibile affermare come si ha una stretta relazione tra il sistema percettivo e quello motorio, perché l’uno non può esistere senza l’altro, ovvero mi muovo perché percepisco, e percepisco perché mi muovo.

Avere una buona percezione del proprio corpo è anche importante per l’apprendimento, dovuto dal fatto che è solo in tale modo che il soggetto avrà la capacità di poter correggere e memorizzare un movimento nel modo più preciso possibile. È sempre da ricordare e da non sottovalutare, che è attraverso il proprio corpo che il soggetto si relaziona con l’altro e con il mondo esterno, ovvero sfrutta il linguaggio corporeo per comunicare con gli esseri e l’ambiente.

Con il termine di schema corporeo, invece si intende la capacità del soggetto di poter avere una immagine tridimensionale di sé all’interno dello spazio sia un condizioni statiche che dinamiche e si tende a costruire intorno al 12’simo anno di età. Lo schema corporeo si realizza attraverso la percezione delle informazioni sia propriocettive che esterocettive, e quindi permettono di poter collegare il proprio corpo con l’ambiente esterno.

Durante tutta la nostra esistenza si attivano dei meccanismi che ci permettono di poter modulare gli equilibri in base alla condizione che si sta vivendo in quel momento, e per esercitarsi sul controllo, bisogna:
• Conoscere i meccanismi coinvolti e le connessioni tra le varie componenti;
• Operare sia sui segnali esterni che interni;
• Valutare i risultati ottenuti.
Ovvero tutto ciò si traduce con un abituarsi a sentire attraverso il proprio corpo.

Tutti i meccanismi sopra citati di riequilibrio si traducono semplicemente con quelli che sono i meccanismi di feedback e feedforward.  Con il primo termine si intendono delle informazioni di ritorno che sono più lente rispetto al secondo, e permette di poter controllare il movimento durante tutta la sua esecuzione. Mentre con il termine di feedforward si hanno delle informazioni più veloci che si attivano durante l’esecuzione di movimenti precisi, come lanci o tiri al bersaglio, e di coordinazione (oculo-manuale, spazio-temporale), che vedono impegnate più strutture contemporaneamente.

Questi elementi garantiscono in un soggetto sano senza alcun tipo di disturbo o alterazione anatomica il mantenimento di una corretta postura, la quale però potrebbe essere alterata per via di una scorretta costruzione dello schema corporeo, che conseguenzialmente attiva degli atteggiamenti compensatori che poi tramutano appunto in schemi errati.

Affinché si possa rimediare a ciò, è importante che si vadano a eseguire degli esercizi in modo costante e mirato, in modo tale da indurre ad un condizionamento corretto. L’educazione postural, quindi, mira prevalentemente sul tono muscolare e sull’equilibrio, fattori che influenzano direttamente lo schema corporeo.

Differente invece è il discorso ogni qual volta che la deviazione assiale è provocata ad esempio da una dismetria degli arti inferiori, e quindi tali problematiche sono SEMPRE di natura neuromotoria.

L’apprendimento motorio e la strutturazione degli schemi posturali si ricerca con:
- Osservazione e analisi della propria immagine;
- Controllo segmentario durante l’esecuzione delle proposte;
- Acquisizione degli equilibri;
- Capacità di rilassamento e controllo globale;
- Controllo della respirazione;
- Coordinazione dinamica segmentaria e generale;
- Strutturazione e controllo della lateralità.

La scorretta postura può essere data oltre che da dismorfismi, problematiche che coinvolgono più apparati ecc., anche da:
• Non consapevolezza del proprio corpo;
• Atteggiamenti viziati;
• Turbe transitorie della crescita.

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.

Forse potrebbe interessarti:

Teoria Tecnica Didattica Età Evolutiva

Il Corso prevede la conoscenza delle principali modificazioni funzionali nelle diverse età; la programmazione dell'attività motorie nelle diverse età; come preservare e sviluppare l' efficienza fisica nell'invecchiamento fisiologico o patologico.