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Programmazione didattica dell'attività motoria per le classi prime elementari


Questa proposta di programmazione è da tenersi attuabile nel corso dell’intero anno scolastico, dunque dal mese di settembre al mese di giugno, comprese le pause didattiche.
Le lezioni si tengono con cadenza settimanale, ciascuna della durata di quarantacinque/sessanta minuti circa.

Come da titolo, i soggetti interessati sono bambini della scuola primaria, in particolare delle classi prime.
Riveste assoluta importanza la formazione accademico-professionale della figura che andrà ad attuare questa proposta nel pratico: la figura migliore, per curriculum formativo, è quella del laureato in Scienze Motorie, preferibilmente specializzato in Attività Motoria Preventiva e Adattata.

L’attività motoria funge da strumento per far esplorare al bambino tutte le sue aree della personalità: organica, cognitiva, sociale, affettiva – emozionale.
Attraverso l’attività ludica strutturata con criterio pedagogico-scientifico, i soggetti possono sviluppare i prerequisiti strutturali (dispositivi scheletrici, articolari, neurologici, cardiocircolatori, respiratori) e assimilare i prerequisiti funzionali (respirazione psicomotoria; equilibrio statico, dinamico e in volo; dominanza laterale; spazio – tempo; coordinazione generale e segmentaria; controllo del tono; controllo della postura).

Tutto il lavoro viene svolto proponendo giochi composti dagli schemi motori di base, che il Professor Cappellini definisce come situazioni stimolo che permettono l’assimilazione dei prerequisiti funzionali e lo sviluppo di quelli strutturali. Premettendo che non bisogna considerare questi pattern motori come compartimenti stagni ma come dinamici e mutevoli in relazione al mondo esterno, essi sono molteplici: camminare, correre, saltare, lanciare, afferrare, calciare, arrampicarsi, scendere, strisciare, rotolarsi sono alcuni di questi, ma nulla vieta la “creazione” di nuovi.

Ultimo ma non per importanza è la necessità di inserire, nelle proposte motorie e didattiche, anche momenti di attività inclusive che coinvolgano anche e soprattutto alunni con disabilità psichiche e fisiche.

La finalità di questa proposta è stimolare i bambini a svolgere attività fisica con piacere e regolarità, poiché fondamentale per strutturare lo schema corporeo.
Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ETÀ EVOLUTIVA di Vincenzo Sorgente
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