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Le influenze etrusche sulla cultura romana


Libri aurispicini e rituali

Non va dimenticato il ruolo chiave che rivestì la religione etrusca: i romani si interessarono soprattutto ad un aspetto di questa religione, la cosiddetta etrusca disciplina, cioè a quel complesso di dottrine attraverso cui si poteva mantenere un buon accordo con gli dei, cioè la pax deorum. Gli etruschi avevano elaborato una cospicua scienza divinatoria comprendente tutto quel complesso di dottrine che si riferivano all’interpretazione della volontà divina. Quest’ultima poteva manifestarsi in vari modi: attraverso segni celesti, prodigi, fenomeni naturali, il volo degli uccelli, ecc. Tutti questi fenomeni, compresa anche la lettura e l’interpretazione delle viscere degli animali, in particolar modo del fegato e l’interpretazione dei fulmini, era affidata agli aruspici; essi conoscevano bene le regole della disciplina scritte nei tre libri: haruspicinii, fulgurales, rituales e cioè tutti quei riti di espiazione e tutte le minuziose norme rituali delle cerimonie che servivano ad allontanare gli effetti sfavorevoli di un cattivo presagio. Almeno per quanto riguarda l’età storica esisteva un pantheon etrusco particolarmente ricco e vario, con divinità che affondano le loro origini nella preistoria, quali le collettività di “dei che consentono” o di “dei superiori ed oscuri”, di cui ci danno notizia le fonti antiche romane e forse nominate col termine generico aiser e considerati come oggetto collettivo di culto. Il culto dei morti rivestì un ruolo fondamentale nella mentalità degli Etruschi e trovò strette analogie nel mondo romano, anche sotto il profilo dei diversi momenti della cerimonia funebre: esposizione del defunto, corteo accompagnato da prefiche e parenti, giochi, danze e banchetto funebre.
Tratto da VITA E COSTUMI DEI ROMANI ANTICHI di Alessia Muliere
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