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"Spaccio della bestia trionfante" di Bruno


L’uomo e il suo agire costituiscono l’oggetto dell’indagine condotta da Bruno nello Spaccio della bestia trionfante. L’uomo secondo Bruno si distingue dagli altri enti per la sua operosità intellettuale e manuale: ciò che lo distingue sono infatti: l’intelligenza e la mano. L’ozio e la rassegnazione sono i vizi più gravi che guadagnano all’uomo la sua dannazione. Essa consiste secondo Bruno nell’incarcerazione dopo la vita in un corpo animale. È questa posizione che rappresenta una ragione di maggior contrasto con le posizioni del protestantesimo luterano, tutte votate alla dottrina della giustificazione. Studi recenti hanno anche messo in luce come lo Spaccio sia costruito rovesciando completamente e passo per passo il De servo arbitrio di Lutero.
In questa negazione del libero arbitrio da parte di Lutero Bruno non vede altro che il frutto compiuto di un processo degenerativo che ha origine nell’errata interpretazione della predicazione di Cristo e poi di Paolo di Tarso. Predicando l’ascolto passivo e obbediente della Parola, i fondatori della civiltà cristiana hanno innestato un processo che denigrava l’operosità a favore dell’accoglienza passiva del messaggio cristiano. È per questo che lo Spaccio da una discussione etica si dilata a filosofia della storia
di Carlo Cilia
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