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Incidenti del traffico stradale nella medicina legale: Lesioni degli occupanti di un autoveicolo

La lesività riscontrabile negli occupanti di un autoveicolo è qualitativamente assai differente da quella del pedone investito, essendo dovuta all’urto contro le strutture interne dell’abitacolo o a fattori di decelerazione.
Le tipologie lesive sono condizionate dalle modalità dell’incidente, ma anche influenzate dalle caratteristiche costruttive del mezzo.
Particolare interesse medico legale assumono i traumi indiretti del rachide cervicale (da “colpo di frusta”): la decelerazione provoca infatti una repentina escursione del capo che può condurre a conseguenze di grave entità.
L’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza, che indubbiamente ha effetti positivi nel ridurre gli urti contro le pareti interne dell’abitacolo, ha introdotto la possibilità di riscontro di lesività specificamente correlata: sono descritti vari tipi di lesione (ecchimosi della regione cervicale, trombosi carotidee, rottura dell’arco dell’aorta, fratture clavicolari e costali, pneumotorace), ma si tratta di evenienze rare e quasi sempre in rapporto all’utilizzazione inadeguata o malposizionamento delle cinture.
Il conducente dell’automezzo presenta elettivo interessamento del torace e del capo, per urto rispettivamente contro il volante e il parabrezza.
È inoltre possibile osservare lesioni delle ginocchia e delle anche per urto contro il cruscotto, delle caviglie e dei piedi ad opera della pedaliera.
Tali lesioni sono state significativamente ridotte dall’impiego degli air bag.
Il passeggero anteriore presenta spesso lesioni cranio facciali per l’impatto contro il parabrezza, il tetto, il montante di pertinenza.
Talora, in caso di notevole decelerazione a cosce flesse e gambe estese, si realizza una lussazione bilaterale dell’anca.
I passeggeri posteriori sono di norma più protetti in caso di urti di lieve e media entità; quando l’impatto è violento si osservano lesioni del volto per urto contro gli schienali dei sedili anteriori, lussazione del gomiti per trasmissione di energia agli arti superiori protesi in avanti a protezione, lesioni cranio encefaliche per urto contro il tetto dell’abitacolo.

di Stefano Civitelli
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