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L’asimmetria della relazione educativa

Nella relazione educativa c’è sempre una persona che deve trasmettere qualcosa a un’altra persona: uno dei contraenti difetta di qualcosa di cui non dovrebbe difettare e si ritiene legittimo ridurre tale mancanza. La disparità tra educatore ed educando giustifica l’instaurarsi della relazione e a chi educa viene richiesta una maggiore capacità di anticipare, progettare, proporre. È in questo che risiede l’asimmetria della relazione educativa.
L’asimmetria della consapevolezza e della responsabilità
La relazione tra educando ed educatore professionale non può che essere asimmetrica.
Gli aspetti ch qualificano la simmetria riguardano le aree della consapevolezza e della responsabilità.
Consapevolezza del carattere educativo della relazione, della molteplicità di variabili che concorrono al gioco relazionale, consapevolezza che gli esiti relazionali sono sempre e comunque incerti.
Responsabilità riguardo al futuro soggetto educando, all’interazione tra il destinatario delle azioni educative e gli altri soggetti presenti nell’ambiente di vita nel quale si colloca il contesto relazionale, al mandato ricevuto, alla necessità di ridurre, nella misura massima possibile, l’asimmetria relazionale.
Tuttavia possono verificarsi delle asimmetrie parziali a favore dell’educando. Per esempio, per quanto riguarda alcuni saperi, in particolare nel caso di relazioni con adulti e anziani, possono verificarsi casi nei quali l’educando sia più sapiente o esperto dell’educatore, anche se ciò non muta l’asimmetria riguardante la consapevolezza e la responsabilità della relazione educativa.
di Anna Bosetti
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