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Metodo di Stettbacher

Incontro con Konrad Stettbacher (terapia vincente): ha deciso di provare su se stesso il metodo dell’accesso ai propri traumi, l’accostarsi di persona alle proprie esperienze, ha permesso di conoscere la devastazione inflitta sul bambino (conoscere il bambino che è in noi), per evitare d’identificarsi con le azioni distruttive dei genitori.
Importanza del transfert: trasferire sensazioni rimosse nella 1° infanzia su persone con cui si entra più tardi in relazione (elevato potenziale terapeutico), però l’analista non deve sostituirsi al soggetto: deve essere accompagnato alla ricerca degli autentici sentimenti tanto da poter trovare essi stessi la spiegazione.
È fondamentale la relazione con gli altri perché  difficilmente il paziente coglie direttamente i ricordi dell’infanzia (sprofondati nell’inconscio emozionale o inaccessibili). La storia reale del paziente si rivela dal modo con cui si comporta con le persone on cui è attualmente in relazione.
Necessità che ci sia una crescente autonomia nel corso della terapia affinché il paziente controlli e risolva personalmente i suoi transfert.
Il terapeuta può sollecitare le passate sensazioni ma non è l’unica persona su cui si affiggono le sensazioni del paziente, è l’accompagnatore che aiuta il soggetto a orientarsi tra i sentimenti ridestati, affondare paure, articolare bisogni.
Obiettivo terapia: rivivere/comprendere i traumi patiti nell’infanzia rivivendo le sofferenze primarie e liberandosi delle reazioni distruttive e autodistruttive latenti, permette un confronto interiore.
Si ottiene un sollievo attraverso 4 passi:
-    esporre la situazione  e sensazioni
-    esperire e esprimere i sentimenti
-    mettere in discussione la situazione
-    manifestare i bisogni

a differenza della psicoanalisi, non è calata nella visione pedagogica dell’innocenza dei genitori, non c’è intento educativo.

Necessità di un testimone consapevole: una persona che sia in grado di assumersi il ruolo che finora è mancato (x es. persone che hanno incontrato nella loro infanzia persone che sono state crudeli con loro e ha dato così la possibilità d’intuire la crudeltà dei genitori), occorre la presenza di un testimone soccorrevole capace di correggere la percezione della realtà.
Chi sperimenta solo crudeltà e non ha un testimone, non è in grado di riconoscere la crudeltà, chi ha avuto quest’esperienza nell’infanzia diverrà a sua volta testimone e difensore cosciente dei bambini.
Solo da un bambino non traumatizzatosi possono apprendere modi di comportamento nuovi, sinceri, umani perché  non coglie passivamente le argomentazioni pedagogiche, si sente in diritto di porre domande, spiegazioni, difendersi.
di Antonella Bastone
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