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Crisi epilettica generalizzata

Si realizza nei nuclei della formazione reticolare attivante, cioè si ha una scarica che parte dalla formazione reticolare e si estende in tutto il mantello corticale, così il soggetto emette un urlo e ha una perdita di coscienza improvvisa, cade a terra.

La perdita di coscienza più diffusa è la crisi lipotimica, crisi vagale dovuta all’abbassamento di pressione: l’abbassamento pressorio fa ipoaffluire il sangue al cervello, il soggetto capisce che sta svenendo, gli si comincia ad appannare la vista, vede un po’ sfocato, poi nero, e non cade a terra improvvisamente ma piano piano, così si fa distendere, gli si sollevano le gambe, ecc.
Altre perdite di coscienza: commozione cerebrale, per un problema metabolico, per un fatto cardiaco.
Nella crisi epilettica, a differenza delle lipotimia il soggetto, emette un urlo e cade a terra, così può avere traumi vari, ed è chiaro che il trauma bene non fa danno al danno.
Il soggetto si riprende dopo pochi secondi, oppure può finire una crisi e cominciarne un’altra.

Alcune volte in una certa percentuale di casi ci può essere una certa aura epilettica: cioè il soggetto può avere una sensazione qualunque che gli da il segnale di ciò che gli sta per accadere, tipo un nodo alla gola, una sensazione di stranezza, un malore allo stomaco, e il soggetto può imparare a riconoscerla.
Ma dall’aura alla crisi c’è pochissimo tempo, e il soggetto può forse avere il tempo di distendersi.
Il tracciato elettroencefalico presenta alterazioni patologiche in tutte le derivazioni, e proprio questo indica che la crisi è generalizzata a livello della corteccia.




Tratto da NEUROLOGIA di Irene Mottareale
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