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Aspetti biologici e culturali delle principali tecniche di materne: massaggio

Considerando che la pelle è l’organo più esteso del corpo umano, quello che si forma per primo, è anche quello più importante perché contiene e protegge ma è anche simbolico visto che è il segno del limite tra il fuori e il dentro l’io e gli altri la barriera che permette anche continui scambi di informazione e feedback sicuramente il tatto rappresenta il nostro principale mezzo di comunicazione. Non ha caso l’esempio della bruneriano della mano sinistra o della Maria Montessori che definisce la mano come organo dell’intelligenza.  appare evidente che il massaggio è un momento privilegiato nel rapporto madre bambino. Esso va iniziato già prima del cordone ombelicale secondo la medicina ayurvedica che lo mescola con la farina e ne fa una palla che funga da sapone per ripulire il neonato dalla membrana amniotica; in molte culture il massaggio è un momento importante che solitamente viene fatto prima del bagno e a seconda della zona di provenienza si usano sostanze diverse (olio di oliva per i paesi mediterranei, karitè in africa, olio o latte di cocco nei paesi esotici) qualunque sia la tecnica adottata il massaggio ha lo scopo di far circolare l’energia tra mamma e bambino in un processo ritmico di tensione/distensione come del resto pensava anche freud. attraverso il massaggio mamma e bambino entrano in un contatto profondo in una dimensione che è quasi sacra e spirituale: come la meditazione o lo yoga hanno il senso di riconnetterci con la nostra dimensione naturale e per la buona conoscenza di noi stessi e degli altri. Il massaggio stimolando alcune zone nervose stimola le nostre energie ( il chi dei cinesi, il ki dei giapponesi, il prana degli indiani). la medicina occidentale non riconosce questi vantaggi per gli adulti ma è risaputo che il massaggio all’addome facilita l’eliminazione delle coliche gassose tipiche dei lattanti. Ma non solo: rafforza il rapporto con i genitori e in generale migliora la fiducia negli altri. Esso poi è molto importante per quei bambini più delicati come i prematuri, gli adottati…anzi la mancanza di stimolazione tattile nell’infanzia porta ad una seria incapacità di stabilire rapporti con gli altri per non parlare del rischio di autismo. per crescere bene un bambino dovremmo accarezzarlo, toccarlo, abbracciarlo solo così egli imparerà a fidarsi degli altri e a accarezzare gli altri a sua volta. Noi occidentali dunque dovremmo riscoprire l’arte del massaggio e anzi trovare spazi di incontro in cui a partire dal tatto ritrovare radici comuni. Ad esempio l’asilo nido potrebbe essere un luogo precipuo in cui diffondere questi saperi.
di Barbara Reanda
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