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Atteggiamento oggettivo e atteggiamento soggettivo

La verità delle persone supera il mondo materiale delle cose e ci chiede di entrare nel mondo delle relazioni che uniscono, della libertà, dell'intersoggettività. In questo quadro, è riduttivo cercare la certezza solo come conoscenza che deriva dei metodi delle scienze empiriche.
Data la diversità dell'oggetto di studio, ne consegue un diverso procedimento di indagine. Ogni scienziato applica una determinata modalità di ricerca che gli viene imposta dal fenomeno che il suo studio analizza. Nell'indagine dello scienziato vanno a confluire le ricerche compiute prima di lui e quelle fatte senza di lui, nel passato e nel presente. Quando parla di verità, intende una verità dove non rientra nessun elemento soggettivo.
Anche il filosofo non deve mischiare i problemi della filosofia e le sue soluzioni con delle preferenze personali, dettate dalle circostanze di un determinato momento. Ma mentre in tutte le scienze il punto di vista dello scienziato è un elemento che deve essere superato del processo della ricerca, accade diversamente nella ricerca filosofica, in quanto l'oggettività del vero, indipendente da chi la cerca e la conosce, non esclude la personalità del filosofo. La filosofia è contraria a ogni forma di soggettivismo, ma niente toglie all'umanità di chi ricerca, in quanto il filosofo cerca la verità, perché sia la sua verità. Il filosofo sa che la luce del vero troverà la sua luce, che premierà il lavoro della sua ricerca, perché dentro i suoi dubbi e le sue angosce, sua sarà la gioia della scoperta. È quindi impossibile negare quanto di personale vi è nella scienza filosofica. Filosofare significa quindi conoscere l'origine, il destino di tutto, ma poiché si tratta anche dalla verità del filosofo, la personalità di chi la cerca fa senz'altro parte della materia trattata, non solo come mezzo di conoscenza, ma anche come atteggiamento morale.
Lo scienziato invece si limita ad un'ipotesi particolare, che può essere dimostrata vera o falsa, e comunque sia la sua vita resta quella che è. Come osserva Fichte: la filosofia che uno ha, dipende da che uomo uno è. Il temperamento personale è inseparabile dalla riflessione, anzi, poiché non è possibile alcuna opera d'arte senza una forte personalità di origine, il temperamento stesso ha un valore filosofico. Questo non spiega solo come tra il filosofo e la sua opera vi sia sempre uno stretto rapporto, ma anche perché una grande filosofia assomigli molto un'opera d'arte.
di Manuela Floris
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