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Caratteristiche del campione della ricerca - Famiglie immigrate e servizi educativi per la prima infanzia

LUOGO DI NASCITA:
la quasi totalità è nata a Perugia o nei centri vicini, unica eccezione un bambino slavo che è nato nel paese di origine della madre. Tra gli iscritti in lista di attesa invece la situazione è diversa perché solo sette sono nati in Umbria, due in altre regioni italiane e 5 nello stato di provenienza dei genitori.

NUCLEI PARENTALI
I nuclei uni parentali sembrano avere maggiore incidenza solo in un caso il bimbo è affidato al padre altrimenti il piccolo vive con la madre (confermando una difficile ricomposizione familiare nel paese ospitante dove alla famiglia allargata si sostituisce quella nucleare- vedi sguardi di mamme e mille modi di crescere). Nelle liste di attesa invece si rilevano solo tre nuclei uni parentali. Il 9, 2 % della popolazione statistica di riferimento rappresenta le c.d. coppie miste, che nelle liste di attesa di limita al 2.2 % della popolazione.

PROVENIENZA DEI GENITORI
La maggioranza dei genitori utenti è originario di tre aree geografiche: africa occidentale (soprattutto nigeriani e ivoriani) America latina (soprattutto peruviani ed ecuadoriani) africa centro meridionale (soprattutto Camerun) i cinesi non sono rappresentati. Nella lista di attesa invece il numero maggiore è delle famiglie magrebine a testimonianza che se fosse possibile intenderebbero usufruire del nido, ma anche i latino americani.

CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI GENITORI



La ricerca evidenzia che per lo più o lavorano entrambi (nel 32,3% dei casi) oppure il padre lavora mentre la madre è disoccupata, casalinga o studentessa ( 36, 9%) In più dell’80% dei casi la condizione occupazionale è di lavoratore dipendente con alta percentuale di operai. Coloro che non lavorano sono studenti ma anche disoccupati o precari mentre nessuno appare come lavoratore autonomo. Le moglie sono inserite nei circuiti lavorativi molto meno che i loro partner (sono infatti occupate nel 36% dei casi) per lo più come collaboratrici domestiche o assistenti famigliari.
 
Infine per quanto concerne l’ultima variabile, cioè la residenza secondo le circoscrizioni possiamo affermare che la maggioranza nelle zone più densamente abitate quali la terza circoscrizione ( 26,1%) la seconda (23, %)  e la prima ( 10,8%); ma non sempre le circoscrizioni che vedono pochi bambini stranieri inseriti rispetto ai residenti presentano un numero considerevole di richieste metre ne hanno una certa quantità le prime tre nonostante siano tra i primi posti per utenti effettivi. La situazione appare dunque molto articolata.


di Barbara Reanda
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