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Dinamismo della malattia nel codice penale

La malattia non è uno stato né un esito ma è un fenomeno dinamico e cioè evolutivo: si tratta di un processo che ha un momento di inizio, una durata e un termine.
L’inizio è solitamente in rapporto con la azione di un ben preciso antecedente di rilevanza giuridica: la sua esatta individuazione ha rilievo soprattutto ai fini della verifica del rapporto di causalità.
L’evoluzione e la durata assumono pur esse particolare rilievo giuridico dal momento che proprio dalle caratteristiche evolutiva del processo potranno derivare conseguenze diverse sul piano penale e in primo luogo sulla gravità della pena (ad esempio, una durata della malattia superiore a un periodo di 40 giorni configurerà una circostanza aggravante della lesione personale: lesione personale grave).
Una durata della malattia superiore ai 20 giorni configurerà per il medico l’obbligo del referto.
Quanto al termine del processo di malattia, esso può consistere nella guarigione, nell’adattamento a nuove condizioni di vita o nel conclamarsi gli esiti, nella cronicizzazione del processo morboso stesso o infine alla morte.
Se la malattia non si esaurisce o non è prevedibile il suo spegnersi entro un lasso di tempo ragionevole, potrà realizzarsi malattie insanabile, dal che il configurarsi di una lesione personale gravissima.

di Stefano Civitelli
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