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Dizionari onomasiologici e analogici, tesauri

I dizionari che dispongono i lemmi in base all’ordine alfabetico sono detti semasiologici e vanno dal significante al significato; i dizionari che invece raggruppano le parole in base a criteri semantici o pragmatici sono detti onomasiologici e vanno dal significato al significante. In essi, il lessicografo presenta le parole attorno a cui ha riunito le altre come capitoletti disposti in ordine alfabetico. La più interessante realizzazione è il Dizionario Analogico della lingua italiana (1991) di Luca Terzolo.

I primi dizionari italiani furono onomasiologici: La fabrica del mondo (1548) di Francesco Alunno, suddivide i vocaboli in dieci capitoli intitolati Dio, cielo, mondo, ecc. Nell’Ottocento vi fu in Italia una fioritura di essi detti dagli autori metodici o domestici, perché l’area del lessico legata alla vita do-mestica era fra le più trattate, per l’esigenza di imparare i termini degli oggetti della vita quotidiana.

All’inizio del XX secolo è stato pubblicato l’ultimo grande dizionario onomasiologico dell’italiano, il Tesoro della lingua italiana Vocabolario Nomenclatore illustrato (1909-12) di Premoli. Già dal titolo si intravede l’influenza del Thesaurus of English Words and Phrases di Roget uscito nel 1852, vocabolario onomasiologico cumulativo, cioè senza definizioni. Premoli procede per ordine alfabetico, ha un numero altissimo di voci guida e contiene anche molti voci derivate.

Nel 1939 Ferdinando Palazzi compilò un Novissimo dizionario della lingua italiana che costituitiva un tentativo riuscito di innestare un dizionario onomasiologico in un dizionario alfabetico.

Il termine tesauro, la cui fortuna è dipesa dall’opera di Roget, deriva dal greco e significa tesoro, e fu usato nell’antichità e nel Rinascimento per indicare opere lessicografiche di ogni genere. Thesaurus in area angloamericana ricopre il significato di dizionario onomasiologico; in Italia si usa per indicare i sistemi di classificazione elaborati per la ricerca di informazioni in banche di dati.
di Domenico Valenza
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