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Figli dei fiori e figli dell’immagine

La politica però continua a concentrarsi più sulla parola che sull’immagine e in televisione i testi sono rigidamente controllati; l’autonomia dell’immagine e la sua forza comunicativa non sono ancora del tutto chiare.
Nel 1967 con la comparsa anche in Italia dei capelloni e delle contestazioni giovanili, Umberto Eco indica questi giovani come coloro che sono cresciuti davanti agli spot, figli di una società dei consumi, cresciuti in un flusso comunicativo e visivo.
Nel 1968 la televisione italiana è caratterizzata da due canali Rai, il promo controllato dalla Dc e il secondo dall’area socialista; il Pci sa poi vita al Terzo Canale che nasce per contestare la quotidiana disinformazione e mascheramento della realtà messa in atto dalla televisione.
In questo canale l’immagine ha una maggiore autonomia, ma il rapporto tra lo speaker e l’immagine non si è ancora rovesciato a favore dell’immagine, questo accade solo nel momento in cui maturano alcune fenomeni come l’imporsi di una cultura visiva che trova un forte impulso nei movimenti di contestazione degli anni ’60 e ’70; il logoramento della parola politica che ne riduce la forza e l’autorevolezza.
di Anna Carla Russo
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