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GOLDTHORPE: INFLAZIONE COME CONFLITTO DISTRIBUTIVO

A tal riguardo, un contributo particolare è quello da Goldthorpe che si richiama al modo di concepire il mercato della sociologia economica, che vede l'inflazione come espressione monetaria di un conflitto distributivo.
Le domande crescenti di reddito da parte delle classi inferiori si sono acuite per effetto di 2 tendenze combinate fra loro:
- delegittimazione delle esistenti disuguaglianze sociali: nel tempo si erodono le forme di legittimazione di natura tradizionale delle disuguaglianze di cui il mercato ha potuto valersi inizialmente. Ciò è dovuto a processi come la crescita dell'urbanizzazione e della mobilità, e il diffondersi di rapporti strumentali in una sfera crescente di relazioni sociali prima regolata da forme di reciprocità, cioè da obbligazioni condivise. Viene così progressivamente meno quell'ordine di status che portava le classi inferiori ad accettare le condizioni di inferiorità sociale sulla base di criteri condivisi di definizione del rapporto tra prestazioni e ricompense. Sempre di più le classi svantaggiate sono spinte ad organizzarsi e a sfruttare l'azione collettiva per migliorare la loro posizione.
- cambiamento nei differenziali di potere a vantaggio del lavoro organizzato: la crescita delle domande  e l'intensificazione dei conflitti distributivi sono state a loro volta rafforzate da un maggiore equilibrio nei rapporti di potere tra i diversi gruppi. Ciò è dovuto all'effetto del sistema di protezione sociale, che ha ridotto la dipendenza dei singoli dal mercato del lavoro, e all'impegno dei governi per la piena occupazione, che ha rafforzato le organizzazioni dei lavoratori.
di Antonio Amato
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