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Hume - La filosofia accademica o scettica

Lo scettico provoca l’indignazione di tutti i teologi. Vi è uno scetticismo antecedente a ogni filosofia, raccomandato da Descartes e atto a salvare dall’errore e dal giudizio precipitoso. Egli pose un dubbio universale sulle nostre opinioni e facoltà. Tale scetticismo, quando più moderato, fa avanzare con passi cauti, rivedere le proprie conclusioni ed esaminarne le conseguenze.

Vi è un’altra specie di scetticismo, conseguente alla scienza e alla ricerca quando gli uomini suppongono di aver scoperto o l’assoluta fallacia delle loro facoltà mentali, o la loro incapacità a conseguire qualsiasi determinazione fissa. Anche i nostri sensi sono messi in discussione.

Hume ricorda in proposito un argomento adoperato dagli scettici di tutti i tempi contro l’evidenza dei sensi: il remo che appare spezzato se immerso nell’acqua. Tali argomenti, in verità, provano solo che non bisogna fare affidamento solo sui sensi, ma che dobbiamo correggere la testimonianza dei sensi per mezzo della ragione allo scopo di rendere i sensi criteri appropriati di verità e falsità. Vi sono però altri argomenti contro i sensi che non ammettono una soluzione così facile.

Gli uomini sono portati da un istinto naturale a porre fede nei loro sensi. Quando lo seguono, suppongono che le immagini presentate dai sensi siano gli oggetti esterni e non sospettano che le immagini siano solo rappresentazione degli oggetti. In realtà, i sensi sono solo le porte attraverso cui queste immagini passano, senza riuscire a produrre una relazione tra mente e oggetto.

La tavola che vediamo pare più piccola se ci allontaniamo; ma la tavola reale, che esiste indipendentemente da noi, non subisce alterazioni; era solo la sua immagine che era presente alla mente.

Far ricorso all’Essere supremo per provare la veracità dei nostri sensi è complesso. Se la veracità di Dio avesse a che fare con ciò, i nostri sensi sarebbero infallibili: Dio non potrebbe mai ingannare. Ma posto ciò, non riusciremmo comunque a trovare gli argomenti per dimostrarne l’Esistenza.

Si ammette che tutte le qualità sensibili degli oggetti, quali duro, molle, caldo, freddo, sono solo secondarie e non esistono negli oggetti stessi ma sono percezioni della mente. Se si ammette questo, riguardo alle qualità secondarie, deve seguire la stessa conclusione riguardo alle supposte qualità primarie dell’estensione e della solidità. L’idea di estensione, infatti si deriva dai sensi.

di Domenico Valenza
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