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I tre libri del Code Civil

Primo libro del Code Civil: “Des personnes”

Di questo libro si segnala l’art. 8, secondo il quale titolare dei diritti civili è qualsiasi cittadino francese, a sottolineare il forte carattere nazionale della codificazione.
La riflessione ulteriore che il primo libro del codice provoca è quella sulla centralità dell’individuo: fra questo e lo Stato, che esce dalla “Rivoluzione”, non c’è posto per gruppi intermedi significativi a parte la famiglia.

Secondo libro del Code Civil: “Des biens et des différentes modifications de la propriété”

Questo libro ruota attorno all’affermazione del dogma della proprietà, definita come “diritto di godere e disporre della cosa nella maniera la più assoluta”.
Della centralità della proprietà è traccia anche nella previsione di diritti reali in numero chiuso, a fronte della tendenza alla frammentazione tipica del regime feudale.

Terzo libro del Code Civil: “Des différents manières dont on acquiert la propriété”

Questo libro contiene la disciplina di una serie assai poso omogenea di istituti, tutti funzionalmente collegati dal fatto che si tratterebbe di differenti modi di acquisizione della proprietà.
Al centro del libro è collocato l’altro pilastro dell’individualismo e della libertà di agire in senso economico: il dogma del volere, come è stato chiamato, che si esprime nella libertà contrattuale.
Il codice Napoleone costituisce una sintesi fra esperienza giuridica del nord della Francia, a base consuetudinaria, e quella del sud, a base romanistica: ciò facendo finisce per dare più spazio a elementi di origine germanistica, di quanto non faccia il codice civile tedesco, che seguì la tradizione romanistica molto più fedelmente
di Stefano Civitelli
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