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Il contributo di Lanzi al riordinamento degli Uffizi

L’attività di Lanzi presso gli Uffizi, in aiuto a direttore Bencivenni, era la trasformazione degli Uffizi da collezione medicea a complesso museale moderno, e doveva riflettere anche in questo caso la politica illuminata del granduca asburgico; l’apertura al pubblico fu una delle iniziative più pubblicizzate, interventi sono solo in ambito museografico ma anche strutturali, volti a rispondere al criterio di pubblica utilità, viene ad es. aperto il nuovo scalone d’accesso; gli Uffizi vengono riordinati (prendendo a modello da un lato la riorganizzazione del museo di Vienna voluta dal fratello Giuseppe II, dall’altro i musei di antichità i Roma*) e catalogati e descritti nella Real Galleria, specchio della cultura e della museologia illuminista; l’opera si configura anche come guida sintetica del museo che ne descrive la nuova suddivisione per cronologia, per scuole e per tecnica. Per spiegare la particolarità della Galleria rinnovata Lanzi paragonò il nuovo museo a una biblioteca ordinata e razionale; è utile sottolineare come la cultura settecentesca intendesse riflette su di un tipo di nuova sistemazione del sapere,
che ne garantisse attraverso il metodo, la divulgazione, l’interdisciplinarità, la valenza multipla.
L’immagine di un museo che si costituiva come una biblioteca da percorrere come grande avventura intellettuale oltre che come gioia e piacere degli occhi, e la conseguente analogia tra opera figurativa e testo doveva risultare di forte suggestione. La Galleria rinnovata intendeva soddisfare diverse tipologie di pubblico e soprattutto diventava come una biblioteca, un luogo privilegiato di studio e di conoscenza. Particolare evidenza nella descrizione della galleria venne
data da Lanzi alla creazione di un gabinetto per le pitture antiche, costituito dai primitivi toscani (di cui gran parte provenienti dalla collezione di palazzo Pitti – Cimabue, Giotto, Gaddi); l’importanza di tale gabinetto p relativa al fatto che deve essere inteso come un deposito visivo della storia della pittura, un vero e proprio laboratorio di studi per studiosi e artisti; per comprendere i movimenti di progresso e decadenza delle arti occorreva mettere le testimonianze visive del passato in successione cronologica e riordinarle per serie geografiche di provenienza (il cosiddetto principio delle scuole pittoriche.

di Alessia Muliere
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