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Il governo Hojo

Inizialmente il governo militare di Kamakura non riuscì a porre sotto il proprio controllo tutte le terre dell'aristocrazia della capitale e nel 1221 l'imperatore Go Toba cercò addirittura di attaccare il bakufu. L’attacco di Go Toba fallì, egli fu esiliato e sostituito da un imperatore più gradito a Kamakura, inoltre il governo Hojo sequestrò le terre dell'aristocrazia di Corte ribelle. Vennero anche scelti due tandai, rappresentanti dello shogun, che avevano il compito di vigilare sulla Corte e approvarne ogni iniziativa, furono inviati dei jito in tutto il paese e istituiti organi come il Gran Consiglio di stato allo scopo di rafforzare il governo di Kamakura. Il governo Hojo nel 1232 emanò anche il Codice Jodei, costituito da 51 articoli, che regolava i compiti dei funzionari e invitava al buon senso piuttosto che alla rigida osservanza delle norme.

Nel periodo Kamakura il Buddhismo si diffuse anche nelle classi meno agiate della popolazione, furono trascurate le dottrine esoteriche in favore di quelle facilmente fruibili da tutta la popolazione, come la dottrina della Terra Pura che prometteva il paradiso a chi invocava sinceramente Amida. Nacque anche la scuola del Loto, Hokke, che rivendicava l'importanza dell'omonimo sutra. Fra l'aristocrazia militare si diffuse in particolar modo il buddhismo Zen, sviluppatosi in Cina attorno a una pratica meditativa finalizzata a controllare corpo e mente, che riteneva possibile, attraverso la disciplina mentale, arrivare a una conoscenza interiore che permettesse di avere una personalità solida e decisa. Lo Zen è legato alla figura del monaco Dogen, che diede una dimensione intellettuale alla sua speculazione metafisica, rifugiandosi in zone montane e suggerendo un modello di vita lontano dai problemi. I monasteri zen accoglievano i guerrieri e li mettevano in contatto con la cultura senza però interferire nella vita politica.

Nel 1266, i mongoli che ormai avevano conquistato la Cina, chiesero al Giappone di sottomettersi alla loro autorità, il governo degli Hojo si rifiutò e nel 1274 si trovò ad affrontare un esercito 40.000 mongoli, ma la battaglia si concluse dopo un solo giorno grazie a un tifone che costrinse l'esercito nemico alla ritirata. Nel 1281 fu inviato un esercito quattro volte superiore ma anche questa volta un provvidenziale tifone mise fine alla battaglia, tuttavia il governo di Kamakura non fu in grado di risarcire i famigliari delle vittime dello scontro e ciò segnò l'inizio della sua decadenza.

L'incapacità di risarcire i famigliari delle vittime dello scontro coi mongoli, unita all'ostilità che, l'ultimo shikken di Kamakura, Takatoki, aveva attirato su di sé portarono il governo degli Hojo alla decadenza. In questo ambiente nacque il progetto della Restaurazione Kenmu, con lo scopo di restaurare il potere imperiale e mettere fine al potere militare di Kamakura.

di Veronica Vismara
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