Skip to content

Il modello transnazionale

Visto il continuo evolversi del contesto competitivo mondiale, si è reso necessario elaborare delle nuove forme strategiche per perseguire obiettivi di efficienza ed adattamento locale. Sono sorti questi problemi poiché l'ambiente competitivo evolve in maniera complessa e le società devono riuscire a raggiungere in maniera simultanea diversi percorsi strategici.

Bartlett e Ghoshal accettano quanto detto da Porter e definiscono le sue idee come “federazione decentralizzata”, cioè con alto grado di dispersione delle attività. Essi configurano un modello di “federazione coordinata”, dove abbiamo l'accentramento delle risorse critiche di una società e il decentramento delle attività. Bartlett e Ghoshall vedono il mercato come unico, quindi fanno riferimento ad una strategia globale.

Essi, poi, si soffermano sul concetto di “impresa transnazionale”, un modello che tende ad un coordinamento sovrannazionale delle attività con il raggiungimento di economie di scala; allo stesso tempo, però, vengono prese in considerazione le preferenze e i bisogni locali. Le caratteristiche di questa impresa transnazionale sono:
• configurazione a rete integrata;
• le attività estere formano una federazione coordinata di unità.

Ogni unità assume decisioni strategiche in autonomia ma tutte le unità sono coordinate. Ogni unità può avere, inoltre, obiettivi differenti rispetto alle altre poiché possono avere sede in paesi diversi e devono recepire le peculiarità di ogni mercato del paese in cui sono inserite.

L'elevato grado di coordinamento prevede, inoltre, che le risorse e le competenze acquisite in ogni paese, vengano condivise all'interno della rete, così da garantire processi di collaborazione, condivisione e scambio.

Questo modello è complesso e rischioso; il management deve gestire problemi come:
– bilanciare le diverse prospettive interne;
– evitare squilibri tra i poteri dei diversi gruppi manageriali;
– incoraggiare una visione comune.

Gli obiettivi che devono essere raggiunti da parte di quest'impresa sono:
– combinare competitività globale con le varie risorse distribuite;
– raggiungere una flessibilità multinazionale mediante una rete di consociate specializzate.

Il ruolo delle filiali estere. Il compito di una casa madre è quello di identificare il ruolo idoneo per ogni filiale estera per poter massimizzare il valore creato.

Bartlett e Ghoshal identificano 4 tipi di ruolo che possono essere assunti dalle filiali estere, che sono:
1. leader strategico;
2. contributore;
3. esecutore;
4. buco nero.
di Adriana Capodicasa
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.