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Il rinascimento giuridico: il ruolo delle università

Si è anticipato più volte che il rinascimento giuridico è legato all’insegnamento che si impartisce nelle università.
Come funziona l’università medievale?
Gli studenti si riunivano ed ingaggiavano un insegnante che spiegasse loro il testo, per un anno.
In particolare, emerse a Bologna un professore, chiamato Irnerio, intorno al quale si raccolsero studenti da ogni parte d’Europa, e a lui si unirono mano a mano altri docenti.
Verso il 1150 si calcola che a Bologna vi fossero circa 2000 studenti di diritto.
Infine, questi si unirono in due gruppi più ampi, o ghilde, quello degli “ultramontani” (studenti provenienti dal nord delle Alpi) e quello dei “citramontani” (studenti provenienti dal sud delle Alpi).
Ognuno dei due gruppi era organizzato come una associazione con personalità giuridica.
I docenti erano pagati direttamente dagli studenti nelle rispettive classi.
Dal canto loro, i professori costituirono la propria associazione, il Collegium Doctorum, che aveva il diritto di esaminare e ammettere i candidati al dottorato e di imporre le relative tasse.
Dato che il dottorato legittimava all’insegnamento, i professori si riservavano il diritto di ammettere i dottori nella propria corporazione.
Ma questo era tutto il potere che avevano.
All’inizio, dunque, e finché non caddero sotto il controllo della Chiesa, le università furono istituzioni libere, centri di cultura autonomi.
La struttura di Bologna fu esportata dai suoi ex studenti, divenuti dottori, in molte altre università che fiorirono in tutta Europa nel XII e nel XIII secolo.
di Stefano Civitelli
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