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Indagini di laboratorio medico-legale: Formazioni pilifere

Sono formazioni epiteliali cheratinizzate, normalmente indicate con il termine di capelli, se presenti nella parte alta del capo, e con il termine di peli, se presenti in altre parti del corpo.
Questi ultimi coprono l’intera superficie corporea con esclusione delle piante dei piedi e del palmo delle mani.
Dal punto di vista macroscopico sono formati dalla radice, che si trova nel follicolo pilifero con una parte rigonfia, il bulbo, nel quale è innicchiata la papilla dermica dove giungono i vasi sanguigni; la radice poi si restringe andando a formare il fusto o stelo che dopo un breve tratto emerge libero dalla superficie cutanea.
Il pelo è formato da tre strati concentrici: centralmente lo strato midollare, all’esterno di questo la corticale e più perifericamente la cuticola.
La natura dell’elemento, cioè se si tratta o meno di peli, si potrà dedurre dalla riconosciuta struttura stratificata del filamento in esame; però questa diagnosi dovrà essere completata dalla diagnosi di specie, in quanto anche i peli degli animali presentano la stessa struttura stratificata.
Per tale motivo sono stati proposti metodi elettroforetici che consentono di distinguere con buoni risultati la cheratina di provenienza umana da quella di provenienza animale.
Stabilita la natura umana dei peli in esame si dovranno di questi annotare la forma e la lunghezza (la diagnosi di sesso è possibile solo se il pelo disponga delle guaine, nelle quali vi sono cellule estraibili).
Per giungere a una diagnosi individuale si possono confrontare in peli in esame con quelli prelevati dal soggetto dal quale si sospetta provengano: tale confronto, basato sulla osservazione della morfologia, non consente di acquisire elementi di giudizio convincenti, per cui oggi si preferisce ricercare nei capelli dei marcatori genetici.
Attualmente possono essere ricercati gli antigeni del sistema AB0 e gli enzimi (questi ultimi però scompaiono dopo qualche settimana).

di Stefano Civitelli
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