Skip to content

La Costituzione nel sistema delle fonti del diritto negli Stati nordici

Se è ancora presto per dire in che misura l’ingresso nell’UE modificherà la tradizione nordica, è certo utile ricordare un’ulteriore potenziale fattore di cambiamento, ossia l’aumentata importanza del controllo giudiziario di costituzionalità.
Per quanto tutti i Paesi nordici dispongano di Costituzioni rigide, in linea generale in controllo giudiziario di costituzionalità sull’attività del legislatore è stato sino ad oggi poco incisivo.
Sotto quest’aspetto, la posizione più arretrata è stata per molto tempo quella svedese/finlandese.
In Svezia la Costituzione del 1974 prevede un controllo diffuso di costituzionalità secondo il quale “se una corte o un altro organo pubblico rilevano che una norma è in conflitto con una disposizione della costituzione o di un’altra legge sopraordinata, tale norma può essere disapplicata”.
Tale controllo è però sostanzialmente disarmato dal prosieguo della stessa disposizione, ove si stabilisce che quando una norma provenga dal Governo o dal Parlamento (quindi, un atto legislativo o regolamentare) essa può essere disapplicata solo quando “il vizio è evidente”.
Dietro quest’approccio è facile intravedere la fortunata peculiarità di Stati che non hanno sperimentato le terribili derive del potere legislativo, vissute nei Paesi europei passati attraverso le dittature, a cui si è aggiunta in epoca social-democratica una certa diffidenza verso un potere, come quello giudiziario, privo di legittimazione democratica.
Anche qui è inevitabile osservare come tali presupposti siano inevitabilmente destinati a perdere la loro forza originaria.
Basti pensare al fatto che, attualmente, il legislatore svedese è sottoposto al controllo, per quanto riguarda il rispetto delle norme comunitarie, dei giudici di Lussemburgo, la cui “legittimazione democratica” in prospettiva svedese è quantomeno dubbia.
Differente, almeno in linea di principio, è a questo riguardo la posizione di Norvegia e Danimarca dove, pur in assenza di disposizioni costituzionali esplicite, è da lungo tempo incontestato il potere delle corti di disapplicare una norma di legge in contrasto con la Costituzione, senza necessità di una particolare “gradazione” del contrasto.
di Stefano Civitelli
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.