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La governance di Internet

Le funzioni di coordinamento all’interno del progetto Arpanet si è basato sulla rete di un Netork Working Group che ha prodotti gli standard tecnologici attraverso il consenso, basando sui documenti di richiesta di commento RFC, basandosi sulla stima reciproca di una membership competente che fonda il processo decisionale sulla consultazione e sul consenso in un clima di cooperazione proattiva.
Si forma così il Internet Activities Board (IAB) presieduto da Dave Clark alla quale, in linea teorica può partecipare chiunque sia interessato ed abbia una competenza tecnologica.  L’organizzazione si divide in una parte dedicata allo sviluppo di protocolli comuni ed una dedicata alla pianificazione a lungo raggio per Internet, comunicano tra loro via e-mail.
Quando nel 1992 Internet si espande su scala globale, si inizia a pensare alla privatizzazione; si forma così la Internet Society, un’organizzazione no profit che controlla le attività di Iab sotto la direzione di due che si erano guadagnati il consenso nella comunità grazie alle loro competenze. Con l’internazionalizzazione e la privatizzazione comincia a saltare il delicato equilibrio che governava interne; Il governo americano assegna allora l’autorità per gli indirizzi internet a un’organizzazione IANA Internet Assigne Numbers Authority, sostituita nel 1998 dall’ICANN società no profit che ha in carico l’allocazione degli spazi pere gli indirizzi ip, l’assegnazione dei parametri di controllo e la gestione del sistema dei nomi e dei domini.
La visione iniziale di un organo globale che si autorappresenta è sfumata ma tuttavia si regge ancora la tradizione della costruzione meritocratica del consenso delle origini; Ad occuparsi dello sviluppo del web e dei protocolli c’è il World Wide Web Consortium che è aperto e non vincolante basato sul consenso internazionale.

di Asia Marta Muci
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