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La retorica in Chaim Perelman

È un fenomeno molto vicino alla retorica (topos, figure della retorica): le figure retoriche in realtà sono in grado di trasmettere discorsi che siano razionalmente corretti.
Questa concezione della retorica si deve ad un autore belga: Chaim Perelman (Nouvelle rhetorique = nuova retorica). Si cerca di dare conto ad una serie di giustificazioni che non sono inferenziali (argomenti che non sono logici in senso tecnico): questo partendo dal dilemma di Jørgensen.
Argomentazione intesa come retorica.

Induzione: dal particolare al generale (contrario di deduzione).
Il processo induttivo si basa su una serie di osservazioni ripetute (passa un piccione, è bianco, ne passa un altro: è bianco, tutti i piccioni sono bianchi). Si osserva una serie di eventi singoli e quando ne ho osservato un gran numero produco un enunciato generale.

Esempio:
La legge della caduta dei corpi galileiana è matematica (si può dimostrare con la meccanica razionale). I gravi sulla terra cadono ad una certa velocità.
Tutti i piccioni sono bianchi: non è dimostrabile, perché un attimo dopo può passarne uno nero.
La verità che discende da proposizioni di fondazione induttiva deve essere sempre espressa in termini probabilistici.

Perelman sostiene che in molto ambiti non si possano produrre deduzioni formalmente corrette, né induzioni; ma si possono produrre discorsi la cui efficacia possiamo misurare secondo l’adesione o meno che ottengono da coloro a cui sono stati rivolti. Quindi si tratta di vedere se il discorso ha convinto il destinatario (idea base di retorica). 
La retorica non è qualcosa di negativo in questa concezione.

I sofisti trasmettevano le conoscenze necessarie per avere ragione nell’agorà (insegnavano tecniche con le quali ottenere i consensi del popolo).

di Francesca Morandi
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