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La scuola renana di Zwingli e i commenti di Bucero

Sul solco tracciato dalla Riforma, ma indipendentemente da essa, si trovano i biblisti della cosiddetta scuola renana che fa capo a Zurigo, Strasburgo e Basilea. Va menzionato innanzitutto Zwingli, il riformatore di Zurigo: dopo la morte vennero pubblicate le sue chiose alle Lettere di Paolo, in Epistolas Paoli Annotationes. Si tratta di note concepite al margine del Nuovo Testamento di Erasmo, ma indipendenti e originali, accompagnate da numerosi richiami ai Padri, tra i quali emerge Origene. Zwingli è il discepolo perfetto di Erasmo: non solo è suo ammiratore (e ne eredita la passione per la filologia biblica), ma legge e annota con entusiasmo il Novum Instrumentum, che fu per lui una vera rivelazione. Ricopiò di suo pugno tutto il Nuovo Testamento e ne imparò a memoria le Lettere di Paolo.

I commenti di Bucero

Nel 1536 apparvero a Strasburgo i commenti di Bucero divenuti celebri per il metodo adottato per ripercorrere tutte le tappe dell’itinerario esegetico, con un indirizzo di interpretazione composita (esegesi, filologia, teologia, elucidatio). Si parte dalla struttura delle Lettere per cogliere il nodo dell’argomentazione paolina; il testo viene poi spiegato e interpretato nelle varie sfumature possibili, con analisi filologica e retorica. Bucero –seguendo la proposta erasmiana - dà risalto alla  etaphrasis, cioè alla traduzione in parafrasi del testo, dove nei passi controversi opta per un’unica soluzione. Un altro gruppo di commentatori è composto da alcuni eminenti biblisti della Sorbona.

di Alessia Muliere
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