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Le convenzioni internazionali

Costituiscono indubbiamente lo strumento più efficace per garantire un’uniformità di disciplina dei rapporti dotati di elementi di internazionalità, con un successo proporzionale al numero degli Stati aderenti. Affinchè una convenzione possa entrare in vigore deve essere recepita da un numero minimo di Stati stabilito nella stessa; per poter essere applicata in Italia deve essere ratificata. Esistono numerose convenzioni in vigore tra gli Stati ratificanti compresa l’Italia, alcune convenzioni in vigore ma non in Italia, e altre convenzioni non entrate in vigore per il non raggiungimento del numero sufficiente per l’entrata in vigore.
Varie convenzioni, inoltre, sono state oggetto di modifiche ad opera di protocolli i quali non hanno ottenuto tutti il medesimo successo, con la conseguenza che in alcuni Stati si continua ad applicare il testo originario, mentre in altri quello modificato da uno o più protocolli. È per questo che le organizzazioni internazionali si siano indirizzate alla stesura di testi normativi finalizzati a sostituire le convenzioni internazionali e i rispettivi protocolli attualmente in vigore con un nuovo testo.
In altri casi può sorgere il problema della coesistenza di più testi normativi uniformi in vigore, disciplinanti la stessa materia, ratificati da Stati diversi: non è agevole stabilire a quale di questi occorra far riferimento nell’ipotesi di rapporti internazionali coinvolgenti soggetti appartenenti a più Stati che hanno ratificato convenzioni diverse. Il vuoto normativo può anche essere colmato attraverso l’utilizzazione di regole internazionali uniformi che non sono dotate di efficacia normativa, che diventano vincolanti solo nell’ipotesi in cui vengano richiamate espressamente nel contratto dalle parti.
di Elisabetta Pintus
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