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Le mansioni e la qualifica nella prestazione di lavoro

Come si è visto, la prestazione di lavoro consiste nello svolgimento di un’attività (facere).
Per individuare concretamente tale attività e soddisfare il requisito della determinazione dell’oggetto del contratto, si fa riferimento alle mansioni, termine che indica i vari compiti per lo svolgimento dei quali il lavoratore viene assunto e nei quali, a sua volta, è scomponibile l’organizzazione del lavoro in una data impresa.
Le mansioni costituiscono l’insieme dei compiti e delle operazioni che il lavoratore individualmente può essere chiamato a svolgere e che possono essere pretesi dal datore di lavoro: sono il criterio di determinazione qualitativa della prestazione.
Le stesse mansioni possono essere individuate anche senza considerare direttamente l’attività complessiva che deve essere svolta, bensì indicando quest’ultima per mezzo di una qualifica riferita al lavoratore  (ad esempio, tornitore) addetto a quelle mansioni.
In linea generale, si può dire che la divisione delle mansioni rispecchia da divisione del lavoro e la diffusione ed accelerazione dei processi di innovazione tecnologica (si pensi all’applicazione dell’elettronica e dell’informatica) hanno reso l’organizzazione del lavoro più diversificata e complessa, modificando, tra l’altro, anche i contenuti delle mansioni in relazione all’evoluzione dei sistemi produttivi.
Si tratta di una prospettiva nella quale è di determinante importanza il profilo della formazione continua dei lavoratori, la quale, com’è noto, da alcuni anni è stata posta al centro della strategia sociale dell’UE.
di Stefano Civitelli
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