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Le parentesi della comunicazione

Etnometodologia. Si occupa della logica dell’azione e del ragionamento pratico nelle situazioni di vita quotidiana, e in particolare nelle interazioni comunicative faccia a faccia. L’oggetto dell’etnometodologia è lo studio dei metodi dell’individuo per rendere spiegabile e intellegibile la realtà che ci circonda. L’etnometodologo va ad analizzare le conoscenze di senso comune -> si tratta di conoscenze della vita quotidiana che normalmente mettiamo “tra parentesi”, cioè per scontate, e che costituiscono la “banalità” del quotidiano. Per individuarle Garfinkel si serviva spesso di cosiddetti esperimenti di rottura (stravolgere la conoscenza di senso comune).
Alfred Schutz ha individuato una serie di caratteristiche che a suo parere costituiscono gli elementi principali della conoscenza della vita quotidiana.

I più importanti sono:
• La reciprocità delle prospettive: assumiamo che ogni altra persona veda le stesse cose nostre e faccia gli stessi assunti;
• L’oggettività delle apparenze: le persone assumono che il mondo è ciò che appare essere ed è oggettivamente così come appare, non il prodotto di una costruzione sociale;
• Le tipizzazioni: le persone assumono che i tipi di cose che accadono in una situazione sono esempi dei tipi cose accadute in passato e che accadranno in futuro;
• Realizzabilità e intenzionalità diretta a un fine: le persone hanno esperienza di una situazione come qualcosa che esse stanno facendo, un progetto alla quale sono dedite e a cui stanno lavorando;
• Fondo di conoscenza pratica di senso comune: le persone interpretano la propria situazione utilizzando categorie interpretative comuni, come simboli linguistici (es le parole) e altre conoscenze culturali. Questa conoscenza viene assunta come ovvia per ciascuno; è appunto “ciò che tutti sanno”.

Queste caratteristiche del ragionamento di senso comune hanno come effetti quello di ridurre la complessità del reale attraverso l'utilizzo di “glosse”, ovvero di modi i cui una caratteristica solo parziale della realtà viene ritenuta indicatrice di una realtà più ampia che non si vede (es; svicolo autostrada – città-centro).

Garfinkel -> Si pone come scopo di capire quali sono le pratiche attraverso cui le persone producono l’intelligibilità e l’oggettività del mondo sociale. L’etnometodologia considera come il prodotto delle attività metodiche delle persone tutto ciò che ci appare come un fatto; tratta i fatti sociali come realizzazioni, con un’attenzione particolare alle pratiche e ai metodi con cui poniamo la normalità, continuità e stabilità della realtà sociale della vita quotidiana.
Come funzionano le pratiche (accountability) con cui rendiamo descrivibile e intelligibile il nostro mondo?

Indicalità/indessicalità: il significato di ogni cosa per essere compreso, nominato, comunicato, deve essere riferito al contesto in cui questa cosa si trova (es. espressioni indicali come “io”, “tu”,”qui”,”là”). Quel contesto è essenziale per la comprensione, ma deve essere dato per scontato che le persone sappiano cos'è. L’indicalità è un elemento che caratterizza profondamente il lavoro di costruzione della realtà sociale compiuto dai soggetti.

Riflessività: Indica che le persone tendono inconsciamente a interpretare ciò che accade in una determinata situazione come il caso particolare di un qualcosa di più generale (es: la decisione di un ragazzo di cambiare sesso, e che si trova a dover rapidamente e faticosamente fornirsi di un repertorio esperienziale autoriflessivo che definisse la sua costruzione come femmina. Ciò dimostra come un dato apparentemente normale come l’”essere maschio” è ben lontano dall’essere un comportamento spontaneo e naturale, bensì implica una continua attività riflessiva).

Esperimenti di rottura. Sono utili in quanto solo rompendo la familiarità della vita quotidiana è possibile comprendere come questa si costituisca nel corso delle interazioni quotidiane degli individui. Quindi Garfinkel manomette volontariamente la situazione percepita come normale dagli attori e osserva come questi reagiscono.
Il mondo sociale è un complesso di indicalità che noi diamo per scontate e che ci guardiamo bene dal mettere in questione. Secondo il principio di di riflessività l'atteggiamento quotidiano inquadra la situazione particolare come il caso specifico di un modello di azione più generale, dato per scontato. Quando si rompono gli aspetti indicali e riflessivi su cui fondiamo i nostri atti comunicativi l'ordine cognitivo e morale viene rotto.

Come si mettono tra parentesi l’indicalità e la riflessività del mondo reale?
Le principali procedure del ragionamento di senso comune che ci permettono di “mettere le parentesi” sono:

Clausola dell’et cetera: Tendenza delle persone a semplificare le implicazioni del loro ambiente o delle proprie azioni mediante l’allusione, tacitamente condivisa. (es. in un teatro dove è vietato fumare, l’attore che fuma non viene redarguito perché rientra in
una clausola dell’et cetera)
Procedure ad hoc: Sono procedure che servono a riconoscere e usare le regole nell’esecuzione di un’attività che prevede un comportamento regolato.
Pratiche di glossa: Descrizioni e commenti che facciamo mentre compiamo un’azione, allo scopo di renderla più intellegibile.

La comunicazione interpersonale, l'interazione verbale (e quindi le conversazioni) e il linguaggio sono al centro dell'interesse dell'etnometodologia.
Secondo Cicourel gli individui si dotano di una serie di procedure interpretative per ottenere una comprensione intersoggettiva. Tali procedure devono presupporre un accordo tacito, dato per scontato, che costituisce la caratteristica essenzialmente negoziale dell'interazione comunicativa. Le procedure interpretative sono: la reciprocità delle aspettative, secondo cui un interlocutore assume che gli altri vedano le ose e diano significato agli oggetti nel suo stesso modo; le forme normali, in base alle quali l'interlocutore assume che esista un accordo comune sulle “apparenze normali” della realtà sociale; il principio degli “et cetera”, in base al quale il parlante assume che gli interlocutori “riempiano di significato” eventuali lacune nelle conoscenze di “senso comune” comuni agli interlocutori stessi; i vocabolari descrittivi come espressioni indicali.

Riassumendo fino a qui: comunicazione interpersonale come processo comunicativo che si inserisce all'interno del più generale ordine dell'interazione faccia a faccia.
Le persone utilizzano tutti i giorni pratiche e metodi per dare senso alla realtà sociale, inserendo cornici intorno alle loro attività o inserendo parte di queste ultime tra parentesi, dandole così per scontate.
di Sara Consonni
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