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Le proprietà dei gruppi e le conseguenze che ha l'appartenenza di gruppo sugli individui

Per Sherif è utile considerare sia le proprietà di gruppi stessi, sia le conseguenze che ha l'appartenenza di gruppo sugli individui. Le sue elaborazioni teoriche si fondano sui risultati di ricerche (1948-1952) svolte nei campi estivi per ragazzi.
I soggetti partecipanti erano adolescenti americani, non consapevoli di partecipare ad una ricerca, che trascorrevano due settimane in un campo estivo, che poi era un laboratorio di psicologia sociale all'aperto, diretto da Sherif e collaboratori.
Di esperimenti furono realizzati in diverse fasi; nel corso della fase:
1. I sogg giungevano al campo ed entravano in contatto tra di loro e con la struttura. Le attività riguardavano tutti partecipanti: i ragazzi mangiavano, dormivano, giocavano e lavoravano tutti insieme, come un unico gruppo. Venivano annotate le amicizie strette che si andavano formando.
2. Divisione in due gruppi distinti, apparentemente al fine di organizzare le attività del campo. Separazione degli amici più stretti nei due gruppi diversi, fine dell'attività comuni: i ragazzi dormivano, lavoravano ora separatamente. In questa fase si definirono le caratteristiche dei due gruppi e Sherif notò un'evoluzione delle abitudini e delle gerarchie intragruppi.
3. Competizione fra i due gruppi: era prevista una premiazione del gruppo migliore in base ad un'assegnazione di punti che determinava il vincente in base ad una classifica. In questa fase venne rilevato un rapido deterioramento delle relazioni intergruppi, caratterizzate da ostilità e formazione di stereotipi negativi dell'altro gruppo a cui si contrapponeva una forte coesione all'interno di ciascun gruppo.
4. Venne introdotto uno scopo sovraordinato per tentare di diminuire l'ostilità tra i due gruppi. Sherif si inventò quindi degli scoppi che avessero la prerogativa di riunire i due gruppi. In questa fase ci fu una diminuzione dell'ostilità e della tensione fra i gruppi.
Sherif concluse che un conflitto di interessi, anche rappresentato da giochi competitivi, è all'origine del conflitto intergruppi; gli scopi competitivi che si pongono due gruppi in rapporto tra loro, conducono ad un conflitto intergruppi mentre gli scopi sovraordinati conducono a cooperazione reciproca fra i due gruppi.
Resta ora da chiarire se davvero necessario, come indicato da Sherif, che sia presente un interesse oggettivo, materiale, per originare una tensione intergruppi, cioè quale stia alla fonte dell'antagonismo nel caso in cui questi interessi non ci siano.
di Manuela Floris
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