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Lo sviluppo metropolitano, i vincoli e gli sviluppi - Catania -

I PROCESSI ECONOMICO – SOCIALI E I VINCOLI ALLO SVILUPPO METROPOLITANO. Negli anni 90 le maggiori imprese produttive erano insediate negli agglomerati gestiti dal CASI (Pantano d'Arci, Piano Tavola, Misterbianco e Tre Fontane) e si distinguevano in tre fondamentali tipologie:

- Grandi imprese pubbliche → SGS Thompson 
- Grandi imprese private → Cyanamid, Cesame. 
- Piccole e medie imprese.
Le grandi imprese private e pubbliche, esogene ed endogene, erano accomunate dalla preclusione di significativi rapporti di subfornitura e scambio tecnologico con le PMI locali, contribuendo a creare un ambiente economico sostanzialmente chiuso. Altri fattori profondamente negativi erano la modesta dimensione delle imprese, la frammentazione e disarticolazione delle unità produttive minori, l'adozione di tecnologie quasi mai innovative, il basso valore aggiunto delle proprietà industriali, il monopolio dell'industria edilizia, scarso valore del terziario avanzato, elevata disoccupazione giovanile. Processi aggravati da una Istituzione locale complice e affaristica che privilegiava il clientelismo quando non operazioni chiaramente di stampo mafioso.
Qualcosa sembrò cambiare con la legge regionale 7 del 1992 che prevedeva l'elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini, dando così al primo cittadino maggiore autonomia di intervento. Nascono così nuovi equilibri economico – sociali che sono il risultato di parecchi eventi:
- Crisi della classe politica post prima repubblica. 
- Mutamento del fenomeno mafioso post 1992, meno visibile e più tendente all'infiltrazione. 
- Ruolo crescente della classe media. 
- Immigrazione e ripresa dell'emigrazione. 
- Cancellazione di grandi gruppi imprenditoriali endogeni legati alla cultura degli appalti pubblici e delle costruzioni, che hanno lasciato campo libero a PMI meno legate al mondo politico e più vivaci. 
- Crollo di interi comparti in cui operavano piccolissime imprese tradizionali. 
- Ripresa dell'edilizia grazie al rilancio delle opere pubbliche e delle ristrutturazioni, grazie anche ai fondi del POR. 
- Recupero della vecchia tradizione commerciale della città.

di Gherardo Fabretti
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