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Magister laico e filosofo nel Rinascimento



Se nel medioevo i più grandi pensatori erano stati prima di tutto religiosi (Anselmo, Tommaso, Bonaventura, Scoto, Bacone Ockham) nel Rinascimento il filosofo conosce un processo di laicizzazione. Si laicizza prima di tutto il magister: soprattutto a Padova, università rinomatissima, i professori sono laici. È vero però anche che paradossalmente, nonostante il rinnovamento intellettuale, vi è un distacco dalle nuove istituzioni laiche e da quelle religiose; i filosofi rinascimentali furono quindi “filosofi secolari”; si pensi ad esempio a Ficino, che non era un magister istituzionale e allo stesso tempo era un prete secolare (fino al Concilio di Trento il clero secolare aveva molta più libertà di pensiero di quello regolare). Il filosofo quindi propendeva prevalentemente per la corte.
di Carlo Cilia
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