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Marshall McLuhan - I fumetti e la rivista Mad

Le qualità strutturali della stampa e della xilografia persistono anche nel fumetto, tutti questi media hanno in comune un carattere partecipazionale ed un invito alla collaborazione attiva. La stampa portò al fumetto, il fumetto condusse al mosaico televisivo. I fumetti sono un medium a bassa definizione ed alto livello partecipazionale, forniscono un senso di continuità da un giorno all’altro. La tv ebbe una ripercussione disastrosa sul fumetto perché una è la forma ad alta definizione dell’altra. Si parla di rivali e non di complementi. Si è così affermata la rivista “Mad” che presenta una ripetizione ridicola dei media caldi di fotografia, radio e cinema. Non è altro che la vecchia image della stampa e della xilografia che si ripropone in vari media contemporanei.
Uno dei fumetti più funzionali era quello di Al Capp chiamato Li’l Abner in cui si faceva una parodia del quotidiano e ci si faceva scherno dell’inettitudine paradigmatica dell’uomo contemporaneo. Con l’avvento della tv, le situazioni quotidiane cominciarono ad apparire molto banali. Il raffreddamento operato dalla televisione sulla società ha indotto tutti a prendersi più sul serio. I primi albi a fumetto uscirono nel 1935 non essendo ne letterari ne associativi conquistarono subito i giovani. Il fumetto ed il bozzetto pubblicitario appartengono entrambi al mondo dei giochi, dei modelli e delle estensioni di situazioni esistenti altrove. Mad riuscì ad intrappolare nel media caldo della stampa il gioco e la frammentazione a mosaico tipici del media freddo della televisione.
di Asia Marta Muci
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