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Marshall McLuhan - Media caldi e freddi

Un medium caldo estende un unico senso fino all’alta definizione, fino alla saturazione di dati. Il media definisce talmente tanto il mondo che lo circonda da supporre che il riscaldamento della scrittura attraverso l’intensità della stampa abbia portato al nazionalismo ed alle guerre religiose del 500.
Ogni elemento rigorosamente sviluppato e definito perde in possibilità di apportazione e richiede frammentazione specialistica.

C’è una suddivisione forte di periodi, età, culture, città calde e fredde:
L’uomo occidentale assuefatto dalle estensioni del senso della vista, vive in una cultura CALDA in quanto tutto deriva dall’alfabeto fonetico; l’alfabeto fonetico è chiuso  deve essere compreso e porta ad un livello altissimo di intensità visiva che sfocia  nel medium caldissimo della tipografia. La stampa è un mezzo caldissimo che ha portato allo sviluppo dell’età meccanica e della frammentazione specialistica del lavoro. Radio e Cinema sono media caldi, offrono un’estensione ad altissima definizione e non possono in nessun modo essere modificate da chi ne usufruisce,.
L’uomo orientale o tribale, vive in una cultura fredda contrassegnata da un’oralità sviluppata. Anche l’alfabeto ad ideogrammi o geroglifici sono estremamente freddi in quanto collegano significato ed immagine, vi è quindi un riscontro continuo tra emittente e destinatario.

I media hanno impatto totalmente differente a seconda del loro inserimento in una cultura calda ed in una fredda. L’introduzione di cinema e radio nella nostra cultura surriscaldata dalla stampa non ha avuto gli effetti sconvolgenti che invece ha nell’incontro con le società tribali a basso livello di alfabetismo; la nostra cultura calda è stata invece sconvolta dall’incontro con il media freddo della televisione.
di Asia Marta Muci
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