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Modello lineare di gruppo

Il gruppo è oggetto di studi da parte di varie discipline. Ci sono delle grandi categorie di modelli di matrice psicologica:

MODELLI LINEARI: il gruppo è concepito come un sistema che si evolve dall’informale al formale, è una concezione sviluppata dalla cultura industriale. Questo modello presenta due limiti: non spiega come mai i gruppi non seguono delle fasi precise, e sottende un “bene” ed un “male” come se il prodotto finale fosse più importante dell’intero processo. All’interno di questo modello si trovano diversi autori, di cui due principali.

- W. SCHUTZ --> Si riferisce ai gruppi di crescita, formazione e terapia. Segnala lo sviluppo diviso in tre fasi:
1) movimento tra inclusione ed esclusione, dove ogni membro è dominato da sentimenti contrastanti, ovvero il desiderio di essere incluso nel gruppo e la paura di esserne escluso.
2) fase del controllo, dove il gruppo oscilla attorno al problema del potere, il tema centrale è quello dell’autorità, il problema della sicurezza e della libertà responsabile. Il comportamento adatto per superare questa fase è quello adottato da chi è in grado di prendersi le responsabilità, di chi sa dirigere ma allo stesso tempo seguire gli altri. Se si supera questa fase si passa all’ultima fase.
3) la libertà e la coesione, dove in gioco c’è il grado di coesione del gruppo, ogni membro si comporta in base al suo livello di amore di sé.

- B. TUCKMAN --> Modello a quattro stadi:
1) formazione: movimento di esplorazione e conoscenza tra i membri, sperimentazione dei comportamenti;
2) tempesta: il clima è più emotivo, il gruppo presenta dei conflitti per stabilire la gerarchia di potere tra i membri;
3) coesione regolata: i membri sono più coesi, il gruppo è regolato da norme condivise;
4) performance: realizzazione del compito per cui il gruppo è nato
di Adriana Morganti
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