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Oniromanti e indovini per interpretazione dei sogni


Le Goff si interroga sullo status del sognatore. Dall'antichità c'èrano 2 livelli per interpretare i sogni: gli oniromantici eruditi e gli indovini della piazza. Artemidoro di Daldi, autore del più celebre trattato antico sui sogni (II sec d.C.) dice di aver raccolto i suoi sogni da entrambi. Nell'antichità pagana ci si rivolgeva a specialisti. Sinesio di cirene, pagano del 410, inviterà chiunque a essere il proprio oniromantico (democratizzazione dell'onirocritica). Ma il cristianesimo eliminerà gli oniromanti concedendo solo a un'elite la facoltà di avere sogni significativi di essere interpretati. Nell'AT succede questo, e i sogni interessanti sono di re (Faraone, Salomone ecc.) o di patriarchi e profeti. Nel NT compaiono solo 2 piccoli gruppi di sogni: legati alla nascita di Gesù (e li ricevono figure importanti come giuseppe, i magi, ecc) o agli Atti, S.Paolo. Così nel medioevo i sogni da interpretare sono riservati a un'elite ecclesiastica o a un'elite laica, soprattutto re. Sono sogni che ci sono trasmessi dalle cronache o da opere letterarie come la chanson de roland. A partire dal sec XII il sogno significativo si democratizza. Ogni cristiano puo avere sogni degni di interpretazione. Così il vecchio H è un contadino. Osseerviamo però che è un contadino modello, virtuoso – che dichiara la sua incompetenza in materia di onirocitica – che quelli che riceve sono sogni di categoria inferiore secondo la dottrina dei sogni cristiana (le visioni sono superiori). L'AT suggerisce una divisione in sogni oscuri e visioni chiare.
di Dario Gemini
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