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Redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente

Vi sono fattispecie reddituali, non propriamente di lavoro dipendente, ma “assimilate” a quelle tipiche di lavoro dipendente.
Si tratta di ipotesi assai eterogenee; possiamo limitarci a richiamare, a titolo di esempio:
a. i compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative;
b. le indennità e i compensi percepiti a carico di terzi da prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità;
c. le somme percepite a titolo di borsa di studio o per fini di studio o di addestramento professionale;
d. le remunerazioni dei sacerdoti;
e. i compensi per l’attività libero professionale intramuraria del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale;
f. le indennità, i gettoni di presenza e gli altri compensi corrisposti dallo Stato e dagli enti pubblici territoriali per l’esercizio di funzioni pubbliche;
g. le indennità dei parlamentari, dei consiglieri regionali, provinciali e comunali, e dei giudici della Corte Costituzionale;
h. le rendite vitalizie e le rendite a tempo determinato, costituite a titolo oneroso;
i. gli altri assegni periodici, comunque denominati, alla cui produzione non concorrono attualmente né il capitale né il lavoro;
j. i compensi percepiti dai soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
k. capitali e rendite periodiche corrisposti da fondi pensione.
I redditi di lavoro, che non rientrano nella definizione di reddito di lavoro dipendente, e neppure nella casistica dei redditi assimilati, sono redditi di lavoro autonomo o redditi diversi.
di Stefano Civitelli
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