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Sviluppo sociale

Il termine sviluppo sociale sostituisce il termine socializzazione e viene utilizzato per indicare che il neonato è un essere sociale fin da subito che diventa sempre più consapevole e competente grazie a processi bidirezionali di interazione. In questa prospettiva acquistano importanza i prerequisiti biologici, i comportamenti socialmente espressivi che il bambino produce, le relazione affettive, i processi mentali che lo guidano nel produrre azioni e nel valutare fatti e persone.
Il bambino deve imparare a capire che sé stesso e gli altri hanno degli stati interni di emozioni,pensieri,intenzioni che orientano il comportamento sociale. La comprensione sociale subisce un cambiamento importante dal momento in cui il bambino sviluppa la distinzione tra sé e gli altri, dal processo di oggettivazione del sé si crea l’autoconsapevolezza e la conoscenza sociale. All’inizio della vita il piccolo non ha questa autoconsapevolezza. Lewis parla di Sé esistenziale (componente implicita del sé che organizza l’esperienza) e Sé categorico che deriva dall’autoconsapevolezza. L’uso di termini verbali con i quali il bambino si riferisce a sé stesso o agli altri è un chiaro indicatore del fatto che egli abbia il decentramento mentale e di oggettivazione, anche se si pensa che prima di tali termini il bambino possieda già una conoscenza di sé preverbale. L’autoriconoscimento allo specchio richiede proprio queste competenze e può essere presente prima dell’uso delle parole. Quando si parla di autoriconoscimento vero e proprio si intende il momento in cui il bambino percepisce la propria immagine fisica e la riconosce come stabile e continua. La consapevolezza del sé compare attorno ai 15 mesi.
Il bambino riconosce l’estraneo e la sua identificazione come diversa da sé e dalle persone familiari (familiarità). La conoscenza dell’altro richiede una immagine mentale più complessa che contenga diversi elementi (stabilità spazio temporale, comprensione delle proprie e altrui emozioni). Il bambino deve percepire la stabilità degli oggetti e delle persone nel tempo e nello spazio e riconoscere le emozioni e comprenderne il significato. La rappresentazione mentale degli altri diventa sempre più ampia fino a contenere anche il punto di vista attraverso cui gli altri vedono e percepiscono la realtà.
Erikson --> l’identità personale è caratterizzata dall’acquisizione dello spirito di iniziativa. Il bambino tende a svolgere attività autonome, si diverte nella competizione e a dimostrare le sue capacità. Nel gioco assume il ruolo dell’adulto. Se il bambino costruisce una immagine di sé e degli altri caratterizzata da insicurezza le idee su sé stesso rimarranno dominate da sfiducia ed incertezza: l’esigenza di essere accettati è molto forte nell’infanzia, l’insieme di valutazioni che riguardano il sé vanno a comporre la cosiddetta autostima.
di Adriana Morganti
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