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Un segno nei tempi moderni, Erasmo da Rotterdam

Nel 1516 la pubblicazione del Novum Instrumentum di Erasmo, rappresentò un segno dei tempi moderni: non solo si realizzò il principio che sarà alla base delle future edizioni critiche della Bibbia, ma fu pure la prima gara tipografica della storia della stampa. Nel 1514 a Basilea, il più noto editore del tempo, l’editore Johann Frober, aveva avuto notizia che ad Alcalà il cardinal Ximenes aveva terminato la stampa di un volume che comprendeva il Nuovo Testamento in greco e latino: si trattava del primo volume della Bibbia Complutensi, che doveva includere anche l’Antico Testamento in ebraico, greco e latino. Dato che occorreva del tempo per il completamento de volumi mancanti, il Froben suggerì ad Erasmo l’idea di approntare rapidamente un’edizione concorrente del Nuovo Testamento greco, che precedesse sul mercato librario quella spagnola. Erasmo, nel 1516, in meno di 2 anni, riuscì a presentare al mondo culturale europeo il Novum Instrumentum, con un anticipo di ben 5 anni sull’edizione complutense. Col Novum Instrumentum Erasmo intendeva portare a compimento il metodo esegetico del Valla, basandosi sulle Adnotationes, ma soprattutto applicando il metodo storico critico dell’Umanesimo al Nuovo Testamento. Il volume si compone di quasi 1000 pagine col testo recto e la versione latina a fronte interamente rifatta da Erasmo, cui seguono Annotationes. Queste ultime costituiscono una peculiarità dell’edizione: si tratta di osservazioni erudite, dove si discutono le varianti e le note dell’originale greco. Talora si propongono anche più interpretazioni di uno stesso passo, e viene lasciata al lettore la facoltà di decidere quale sia la migliore. Un altro merito di Erasmo è quello di aver inventato un genere letterario nuovo per la comprensione della Bibbia: le parafrasi; mentre in un commento si ha la voce dell’autore del testo sacro e poi quella dell’esegeta che lo spiega, nella parafrasi il redattore si mette nei panni dell’autore e fa ascoltare la voce stessa di lui. Di un testo biblico difficile non si danno ora più interpretazioni, ma una sola, per cui il significato del testo diviene più accessibile: la parafrasi risolve i punti oscuri e punta a cogliere l’essenziale del messaggio biblico. Qui occorre precisare, tuttavia, che l’interpretazione piuttosto retorica che teologica, offerta da Erasmo per il tasto biblico (a cominciare dalle Lettere di Paolo) conduceva a gravi semplificazioni e a scorrevolezza illusoria e quindi non a un testo tendenzialmente universale, come vorrebbe la risonanza ecumenica che siamo portati ad attribuire alle sue parole. Storicamente l’esito più appropriato dei continui alleggerimenti introdotti da Erasmo nella novità evangelica è un’esegesi profana e non un’esperienza di fede: tutte ragioni che concorreranno a esasperare, a livello esegetico oltre che ecclesiale, il radicalismo di Lutero. Tuttavia si realizzava pure un altro evento che si ripercuoterà poi nella storia. L’insistenza di Erasmo per il Nuovo Testamento aprirà la via alla generalizzazione di un fatto che nuovo non era e che tuttavia ora diventava usuale. Le numerose edizioni del Nuovo Testamento portavano a separare il Nuovo dall’Antico Testamento. E questa sarà una conseguenza negativa dell’esegesi di Erasmo, accentuata dal fatto che quell’esegesi tendeva a deprezzare l’antica legge e a contrapporre la materialità alla spiritualità del messaggio evangelico; una deformazione che lascerà tracce durevoli. Molte sue interpretazioni del Nuovo Testamento si riveleranno poi incomplete o comunque limitate solo perché non erano messe in continuità con l’Antico Testamento o addirittura ne prescindevano. Insomma era in atto un evento che – non meno della rivoluzione di Lutero – segnava una rottura con la tradizione secolare della chiesa consolidata lungo tutto il medioevo: quella per cui i due testamenti stanno in relazione l’uno all’altro, e non possono essere letti e interpretati indipendentemente. Con la divisione dei due testamenti si ha come conseguenza immediata l’enorme diffusione e il successo del Nuovo Testamento, ma si avrà pure una conseguenza drammatica che porterà a poco a poco a mettere in secondo piano i testi dell’Antico Testamento.
di Alessia Muliere
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