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Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria

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8 evidenziano il carattere di preparazione / esercitazione ai compiti necessari alla sopravvivenza dell’individuo e del gruppo, attraverso il gioco i cuccioli si esercitano, in situazione protetta, a sviluppare le abilità che saranno loro utili da adulti per procurarsi il cibo, accoppiarsi, socializzare. La teoria di Groos sul gioco come pre-esercizio risente infatti della prospettiva evoluzionistica: l’utilità del gioco “consiste nella pratica e nell’esercizio che esso fornisce in relazione ad alcuni dei più importanti compiti che l’animale si trova a fronteggiare nel corso della sua vita” sostiene Groos e “gli animali non giocano perché sono giovani, ma dispongono di un periodo giovanile perché devono giocare”.7 Ma l’interrogativo sulle origini e lo sviluppo del gioco si è articolato soprattutto all’interno della psicologia dello sviluppo che ha prodotto anche modelli descrittivi dell’evoluzione dei comportamenti ludici nelle diverse età. 1.1.2. Il gioco nella teoria dello sviluppo di Jean Piaget. La teoria del gioco come pre-esercizio (Groos) viene contrastata da Piaget che, pur riconoscendo al gioco un ruolo di sostegno allo sviluppo del pensiero (in particolare della funzione simbolica) non attribuisce alle condotte ludiche una funzione di apprendimento: il gioco, secondo Piaget, avrebbe solo una funzione di post-esercizio, di esercizio della padronanza e di consolidamento di abilità già acquisite attraverso le condotte adattive/esplorative. Quando il bambino gioca sospende l’adattamento intelligente, lo sforzo adattivo e si limita a esercitare e consolidare schemi e condotte già acquisiti; giocando il bambino incorpora qualsiasi oggetto/condotta nuovo in schemi che già possiede, al solo scopo di esercitarli senza però che questa incorporazione provochi una modificazione di tali schemi.8 Il gioco non produce avanzamenti cognitivi e, nel processo di adattamento, rappresenta il polo assimilatorio: in particolare il gioco simbolico è assimilazione e pensiero egocentrico allo stato puro. Piaget quindi non ritiene il gioco una molla/motore di sviluppo: le condotte ludiche non implicano uno sforzo per apprendere, ma “soltanto una felice esibizione di azioni note”.9 7 K. Groos, Il gioco degli animali: gioco e istinto, op. cit. p. 66 8 J. Piaget, La formazione del simbolo nel bambino, Trad. It. La Nuova Italia, Firenze, 1972 9 J. Piaget, Gioco e padronanza, in J. S. Bruner, A. Jolly, K.Sylva, Vol. II, op. cit. p. 204

Anteprima della Tesi di Francesca Caroli

Anteprima della tesi: Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesca Caroli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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