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Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria

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10 tendenze dello sviluppo in forma condensata: nel gioco è come se il bambino cercasse di saltare oltre il livello del proprio comportamento normale”.12 I due paradigmi (piagetiano e vygotskiano) differiscono essenzialmente per il ruolo attribuito ai fattori affettivi e sociali nello sviluppo cognitivo. Piaget ha analizzato soprattutto il rapporto tra gioco e sviluppo cognitivo, mentre Vigotskij ne ha evidenziato in essi lo sviluppo sociale ed emotivo e la comprensione dei significati e delle funzioni del gioco simbolico, richiedendo, quindi, un’integrazione tra i due modelli evolutivi. Se per Piaget il gioco simbolico nasce da motivazioni cognitive, Vygotskij ritiene invece che l’origine del simbolo è emozionale: il gioco nasce da desideri insoddisfatti, e la realizzazione immaginaria e illusoria di un desiderio si sviluppa grazie all’immaginazione, la cui potenza si manifesta compiutamente solo intorno ai tre anni. Le situazioni riprodotte nel gioco inizialmente sono più un effetto dei ricordi che non dell’immaginazione vera e propria e il gioco con una situazione immaginaria è qualcosa di più evoluto e quindi non praticabile da un bambino prima dei tre anni. Secondo Vygotskij, infatti, prima dei tre anni la forza motivazionale del gioco è data soprattutto dalle cose e quando un bambino è molto piccolo il suo comportamento è tendenzialmente dettato dalle condizioni in cui l’attività ha luogo; sono le cose stesse a dirgli quello che deve fare (una porta chiede di essere aperta o chiusa); se il gioco dei bambini piccoli è più convenzionale e condizionato da vincoli posti dalla realtà esterna e l’oggetto prevale sul significato, in seguito il gioco prende le mosse dell’immaginazione. Quando il bambino è molto piccolo prevale la coercitività del contesto, sono le cose lo stimolo all’attività, in seguito nel gioco le cose perdono la loro forza motivazionale, il loro carattere di impulso all’attività e il bambino comincia ad agire indipendentemente da ciò che vede e sente e giocando l’azione prende le mosse più dalle idee che dal contesto fisico. Secondo Vygotskij il gioco rappresenta la linea predominante dello sviluppo del bambino in età prescolare: nella prima infanzia il gioco del bambino è serio perché egli non distingue la situazione fittizia da quella reale, in seguito nel gioco il bambino crea un situazione fittizia, impara ad agire in una situazione conoscibile, cioè mentale e 12 Lev S. Vygotskij, Il ruolo del gioco nello sviluppo mentale del bambino, in Bruner, Jolly, Sylva, 1981,op.cit. p. 675

Anteprima della Tesi di Francesca Caroli

Anteprima della tesi: Forme e metodi del gioco didattico nella scuola primaria, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Francesca Caroli Contatta »

Composta da 122 pagine.

 

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