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Quando c'era il duce i treni arrivavano in orario - Cronaca e propaganda nell'epoca fascista

Informazioni tesi

Autore: Paolo Maria Trabattoni
Tipo: Laurea liv.I
Anno: 2006-07
Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
Facoltà: Psicologia
Corso: Scienze della comunicazione
Relatore: ChiaraVolpato
Lingua: Italiano
Num. pagine: 48

Osservando un certo tipo di “informazione”, soprattutto televisiva, non è difficile immaginare come una persona con un grado d’istruzione medio-basso e che si documenti attraverso un solo canale informativo possa oggi costruire l’immagine della realtà che lo circonda. Lo spazio dato alla cronaca nera è spesso eccessivo e fatti banali come il traffico e il maltempo vengono confezionati in notizie urlate con toni a volte apocalittici.

Partendo da questa semplice riflessione la tesi si propone l’obiettivo di esaminare il ruolo dei mezzi di comunicazione in società ed in epoche diverse, il peso storico dell’intreccio tra media, violenza e cronaca nera, per esemplificare infine, l’uso della propaganda in un preciso ambito, quello dell’Italia Fascista.

La prima parte esamina le teorie che nel corso del Novecento hanno apportato i più significativi contribuiti alla concezione dei powerful media e che meglio interpretano la realtà della comunicazione di massa negli ambiti totalitari e in quelli democratici in periodi di crisi o vera e propria emergenza. Dopo la panoramica degli studi compiuti dalla mass communication research - ben organizzati da McQuail nel suo manuale, oltre che da Livolsi e Grassi - e una serie di riflessioni, dati statistici e cenni storici sulla cronaca nera, la tesi si concentra sugli anni del Ventennio in cui, per le cronache e per certi modi di dire rimasti popolari, in Italia “i treni erano sempre in orario” e la propaganda, intesa come rappresentazione immaginaria della realtà da parte di chi stava al potere, assunse per la prima volta un’ autentica funzione istituzionale ben codificata da norme, regole e soprattutto sanzioni per chi non si adeguava.

Attraverso i testi di Tranfaglia e di Murialdi, e soprattutto con l’ausilio del fondamentale «La fabbrica del consenso» di Cannistraro, la tesi cerca di illustrare i momenti salienti che caratterizzarono fin dal 1925 l’attività degli organi di controllo e organizzazione della comunicazione di massa del regime fascista.

Il controllo della stampa e la “battaglia” contro la cronaca nera costituiscono il capitolo finale attraverso il commento di documenti originali, provenienti dall’archivio storico del Corriere della Sera conservato presso la Biblioteca Sormani di Milano e allegati alla tesi.

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3 INTRODUZIONE Osservando un certo tipo di informazione , soprattutto televisiva, non Ł difficile immaginare come una persona con un grado d istruzione medio-basso e che si documenti attraverso un solo canale informativo possa oggi costruire l immagine della realt che lo circonda. Lo spazio dato alla cronaca nera Ł spesso eccessivo e fatti banali come il traffico e il maltempo vengono confezionati in notizie urlate con toni a volte apocalittici. Partendo da questa semplice riflessione la tesi si propone l obiettivo di esaminare il ruolo dei mezzi di comunicazione in societ ed in epoche diverse, il peso storico dell intreccio tra media, violenza e cronaca nera, per esemplificare infine, l uso della propaganda in un preciso ambito, quello dell Italia Fascista. La prima parte esamina le teorie che nel corso del Novecento hanno apportato i piø significativi contribuiti alla concezione dei powerful media e che meglio interpretano la realt della comunicazione di massa negli ambiti totalitari e in quelli democratici in periodi di crisi o vera e propria emergenza. Dopo la panoramica degli studi compiuti dalla mass communication research - ben organizzati da McQuail nel suo manuale, oltre che da Livolsi e Grassi - e una serie di riflessioni, dati statistici e cenni storici sulla cronaca nera, la tesi si concentra sugli anni del Ventennio in cui, per le cronache e per certi modi di dire rimasti popolari, in Italia i treni erano sempre in orario e la propaganda, intesa come rappresentazione immaginaria della realt da parte di chi stava al potere, assunse per la prima volta un autentica funzione istituzionale ben codificata da norme, regole e soprattutto sanzioni per chi non si adeguava. Attraverso i testi di Tranfaglia e di Murialdi, e soprattutto con l ausilio del fondamentale «La fabbrica del consenso» di Cannistraro, la tesi cerca di illustrare i momenti salienti che caratterizzarono fin dal 1925 l attivit degli organi di controllo e organizzazione della comunicazione di massa del regime fascista. Il controllo della stampa e la battaglia contro la cronaca nera costituiscono il capitolo finale attraverso il commento di documenti originali, provenienti dall archivio storico del Corriere della Sera conservato presso la Biblioteca Sormani di Milano e allegati alla tesi.

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