Traduzione audiovisiva: doppiaggio o sottotitoli?

La traduzione audiovisiva è divenuta oggetto di discussione solo in tempi recenti. In Europa tra gli anni ottanta e gli anni novanta del Novecento si assiste ad una riconsiderazione delle minoranze linguistiche e ai media è riconosciuto il ruolo di strumenti utili per agevolare la comunicazione e per promuovere e rinforzare l’identità linguistico - culturale. Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie è fonte di una quantità sempre più ingente di prodotti e di servizi on-line e off-line che necessitano di essere tradotti per allargare il numero di possibili utenti. Infine, l’era della digitalizzazione semplifica e velocizza il lavoro del traduttore audiovisivo e cambia il modo in cui i film sono girati, percepiti e distribuiti .

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5 INTRODUZIONE Al termine della mia breve ma anche lunga carriera universitaria (se ripenso alle difficoltà attraversate per giungere a questo punto!) mi è stato chiesto di redigere un lavoro tutto mio scegliendo una materia e un argomento. Premesso che sono dell’idea che qualsiasi cosa fatta con e per passione riesce bene, la scelta della materia mi è risultata alquanto semplice: io reputo l’inglese la mia “seconda lingua madre” (anche se posso e devo sempre migliorare), lo studio volentieri e ne sono appassionata ormai dal quarto anno delle scuole elementari. Dopo essermi confrontata con la mia attuale relatrice sui possibili argomenti da trattare, e ricollegandomi al concetto della passione accennato sopra, siamo giunte alla conclusione che l’idea di analizzare linguisticamente un prodotto audiovisivo a cui sono affezionata sarebbe stata l’apoteosi! Ecco il perché della scelta di trattare il doppiaggio e la sottotitolazione del telefilm statunitense Lost. Considerando che (chi conosce bene la serie televisiva in questione lo sa) i dialoghi sono solo una minima parte di questo capolavoro, e che ho ritenuto necessario un approfondimento delle due pratiche di traduzione audiovisiva più diffuse, il lavoro che leggerete non è incentrato unicamente sull’analisi linguistica. Esso è introdotto da una panoramica generale sulla traduzione audiovisiva; poi il discorso si restringe prima sul doppiaggio e in seguito sulla sottotitolazione. Successivamente, prima di giungere alla parte che io preferisco, l’analisi di Lost, ho pensato di introdurre un capitolo sul confronto fra doppiaggio e sottotitoli con la relativa tabella che mette in relazione le due pratiche traduttive. Infine avrete modo di leggere un’analisi che spero sia esaustiva nel suo piccolo, in quanto ho analizzato solo alcuni episodi della serie che ne conta più di centoquattordici. Per avere un’idea davvero completa del mio lavoro penso sia necessario dare un’occhiata alla versione video dei dialoghi riportati, e perché no, anche a tutti gli altri episodi.

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Caterina Raucci Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

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