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Tecnologie, Cooperative Learning e Didattica dell'Italiano L2

Questo lavoro si concentra su due argomenti che hanno interessato la glottodidattica negli ultimi anni: l'utilizzo della nuova strumentazione tecnologica (o Nuove Tecnologie) e la modalità didattica del Cooperative Learning. In particolare, il lavoro si concentra sulla possibile integrazione tra NT e CL per arricchire la prassi didattica data dai numerosi punti in comune nonché sugli effetti positivi che NT e CL hanno sull'apprendimento di una lingua seconda, e nello specifico dell'italiano.

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3 Capitolo 1 – L'applicazione delle tecnologie nella didattica dell'Italiano L2 1.1 Nuove prospettive di apprendimento Lo sviluppo e la diffusione di strumenti e mezzi tecnici ha da sempre trovato largo uso nella glottodidattica, rispecchiando l’evolversi dei diversi approcci e metodi. Nel corso degli ultimi decenni le NT hanno avuto un grande impatto sulla vita quotidiana di ciascuno, dal lavoro alla vita sociale, fino all’apprendimento. Hanno modificato e continuano a farlo il panorama educativo: da quando Skinner, il più significativo rappresentante del comportamentismo, scrisse «Mechanical and electrical devices must be used» 1 , le innovazioni tecnologiche si sono rivelate valide alleate per docenti e apprendenti. L’odierna tendenza dello sviluppo della glottodidattica contemporanea segue un approccio d’insegnamento-apprendimento orientato all’azione e al “saper fare” con la lingua in situazioni di comunicazione reale. La glottodidattica deve necessariamente contemplare una serie di fattori, primi tra tutti la dinamicità del processo d’insegnamento (poiché dinamico è l’oggetto di apprendimento-insegnamento, ovvero la lingua) e la centralità dell’apprendente e del suo percorso di apprendimento. Di fatto, dopo la svolta cognitivista e comunicativa, tra le teorie dell’istruzione si sono imposti il costruttivismo e gli approcci umanistico-affettivi. In ambito glottodidattico ci si concentra interamente sul soggetto apprendente e sui processi cognitivi ed emotivi che sottostanno all’apprendimento. Questo viene visto come un processo costruttivo, attivo ed interattivo specifico del singolo individuo e dunque rispondente a fattori personali e ambientali: la conoscenza è quindi «prodotto di una costruzione attiva del soggetto, ha carattere ancorato al contesto concreto, si svolge attraverso particolari forme di collaborazione e negoziazione sociale» 2 . È l’apprendente che “costruisce” il proprio apprendimento: rielabora attivamente l’input che riceve sulla base di una fitta rete di “schemi” mentali complessi per agganciarlo alle conoscenze che già possiede 3 . 1 B. F. Skinner, “The Science of Learning and the Art of Teaching”, in Harvard Educational Review, Vol. 24, 1954, p. 55. 2 A. Calvani, Manuale di tecnologie dell’educazione, Pisa, Edizioni ETS, 2004, p. 38. 3 Di fondamentale importanza per il riconoscimento del ruolo dell’apprendente è la teoria degli schemi, che stabilisce l’importanza delle conoscenze enciclopediche nella comprensione: questa dipende, oltre che dalle abilità linguistiche, cognitive e dalle strategie, anche dalle conoscenze enciclopediche, ovvero quelle conoscenze pregresse (del mondo e di interpretazione della realtà) che consentono l’interpretazione di

Tesi di Master

Autore: Manuela Petrillo Contatta »

Composta da 36 pagine.

 

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